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Quanto viene usato il Metaverso in Italia?
19 Settembre 2023|Marketing BasicMarketing TrendWeb Marketing

Quanto viene usato il Metaverso in Italia?

Quanto viene usato il Metaverso in Italia?

Benvenuti nel blog di pLAYmARKETING con un nuovo articolo dedicato ad uno dei temi più chiacchierati in ambito digital: il Metaverso. Ma quanto viene effettivamente usato dagli italiani? Brand News ci aiuta ad indagare questo aspetto.

La ricerca del Politecnico di Milano sul Metaverso

Durante il workshop “Il Metaverso Privato” del Metaverse Marketing Lab del Politecnico di Milano sono stati presentati i risultati di un’interessante indagine che ha come tema il livello di conoscenza e di utilizzo delle tecnologie di realtà immersiva, come la Realtà Aumentata, la Realtà Virtuale, la Realtà Estesa, Metaverso compreso.

Questo report svela che tipo di rapporto si sta creando tra gli italiani e queste nuove tecnologie, un primo passo per comprendere l’impatto che il Metaverso ha sulla società anche in queste prime fasi di sviluppo e diffusione. Protagonista dell’indagine è stato un campione di 1.000 casi, dopo una ricerca fatta su 25 milioni di individui tra i 16 e i 50 anni.

Uso e notorietà del Metaverso in Italia

Il principale dato emerso dall’indagine è questo: ben 2,5 milioni di italiani hanno già provato ad utilizzare il Metaverso.
Andando più nello specifico, quasi il 90% degli italiani tra i 16 e i 50 anni sa cos’è il Metaverso e ne ha una maggior conoscenza rispetto all’intelligenza artificiale (poco più del 60%) e al concetto di blockchain (circa il 50%).

Tra le persone che conoscono il Metaverso, il 9,7% ha dichiarato di avere già utilizzato tecnologie di web 3D, soprattutto in ambito videogiochi, applicazioni per smartphone, piattaforme di mondi virtuali e anche attraverso un visore di realtà virtuale. Un dato interessante, dato che il campione ha preso in considerazione non solo i giovanissimi ma anche individui fino a 50 anni.

La diffusione del Metaverso tra presente e futuro

È necessario sottolineare che, nonostante tante persone abbiano provato per curiosità ad utilizzare queste nuove tecnologie sperimentali, la diffusione e l’uso quotidiano sono ancora piuttosto bassi. Infatti per ora il Metaverso è una costante nella vita di tutti i giorni solamente per appassionati di videogiochi 3D e per i professionisti del settore.

Da un lato è comprensibile: lo sviluppo di queste tecnologie sono ancora in una fase seminale. È comunque positiva la curiosità riscontrata tra gli italiani, senza forti pregiudizi tra giovani e adulti.
Il passo successivo è stare a guardare e capire quale sarà la tendenza futura: un aumento degli utenti che useranno il Metaverso o un utilizzo più massiccio da parte di chi lo sta già usando?

È arrivato il momento anche per le aziende di conoscere maggiormente le potenzialità del Metaverso e comprendere in che modo usare queste tecnologie immersive. Contattaci per cominciare a pensare insieme ad una strategia all’avanguardia!

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Influencer virtuali: di cosa si tratta
16 Marzo 2023|Marketing BasicMarketing TrendMarketing Video

Influencer virtuali: di cosa si tratta

Influencer virtuali: di cosa si tratta

Bentornati sul blog di pLAYmARKETING.
Oggi ci dedichiamo ad un argomento tanto irreale quanto reale: ci occuperemo di influencer virtuali. Avatar 3D in grado di instaurare legami profondi con la società e con la gen z tanto da essere considerati la nuova frontiera del digital marketing e dell’influencer marketing.

A supporto un articolo pubblicato su fashion.thewom.it

Influencer virtuali: di cosa si tratta

Influencer marketing? Sì, ma le nuove celebs del web sono virtuali.
Metaverso e intelligenza artificiale stanno cambiando le nostre abitudini e il nostro modo di vivere le relazioni. In questo contesto prendono posto nuovi punti di riferimento, sempre meno fisici e sempre più in sintonia con la società, in particolare con la generazione z. Si è passati dai testimonial agli influencer e oggi possiamo iniziare a parlare di influencer virtuali. Si tratta di persone che esistono, ma non esistono. Un ossimoro più che mai reale. Questi interessanti e curiosi avatar in 3D vivono nel metaverso e per adesso privilegiano il settore fashion. Sono prevalentemente donne ma, come direbbe un giovane z, si tratta di personalità genderless e proprio per questa fluidità di genere sono molto apprezzate dalla gen z.
Glam e coinvolgimenti, riescono a creare legami più reali e profondi di quanto non facciano le influencer vere, in carne ed ossa. Mostrano la loro realtà, case, abiti e amici portando le persone a identificarsi con loro. Non solo moda e lifestyle, sono anche in grado di comunicare valori importanti come l’uguaglianza di genere o il rispetto per l’ambiente e la sostenibilità.

Influencer virtuali: i vantaggi per le aziende

Queste figure sono ormai diventare la nuova frontiera del digital marketing e le aziende hanno già iniziato a guardarle e studiarle con molto interesse. Pensandoci bene un influencer virtuale può essere molto più vantaggiosa e conveniente di un influencer reale.
Innanzi tutto, non sono vittime del passare del tempo e sono sempre disponibili, 24h su 24. Non prevedono costi extra come make-up artist e hair stylist. Anche la spesa sugli outfit è ridotta poiché non necessitano di capi veri e propri. Non viaggiano fisicamente, quindi le aziende non devono pagare viaggi, trasferte e alberghi per loro. Non sono esposte al rischio di gaffe e scandali. Insomma, le influencer virtuali sono completamente gestibili. Un vantaggio non da poco per qualsiasi azienda.

Influencer virtuali: chi sono

Dopo aver visto cos’è un influencer virtuale e quali vantaggi può avere per un brand, facciamo una piccola rassegna delle cgi influencer (computer generated imagery) più famose del metaverso.

La più amata e pagata è sicuramente Lil Miquela. Arrivata su Instagram nel 2016, oggi conta quasi 3 milioni di follower. Ha 19 anni e adora lo stile street, sostiene la comunità LGBTQ e il movimento Black Lives Matters. Collabora con importanti brand come Prada, Calvin Klein e Chanel e per un post viene pagata fino a 8mila dollari.
Un’altra influencer molto famosa è Imma Gram con 400mila followers. Giapponese con il cascchetto rosa, adora farsi fotografare nelle strade di Tokyo. Ha già collaborato con brand come Dior, Valentino e Adidas. Infine, non per importanza citiamo anche le gemelle Eli e Sofi, le prime influencer virtuali italiane create da Elisa Nieli durante la pandemia. Sono due gemelle di 25 anni piene di passioni: viaggi, natura, bellezza, food, scienza e arte. Nel dicembre 2022 hanno conquistato l’Italy Ambassador Awards nella categoria Fashion, rubando il premio agli influencer umani. Anche loro hanno collaborato con brand come Diesel, Prada e Gucci e sono sostenitrici di importanti cause come la body positivity, la moda sostenibile e il rispetto delle diversità.
Queste sono solo alcune delle influencer virtuali più famose, tra gli altri nomi ricordiamo anche Zaira, Rozy, Noonoouri e Shudu Gram.

Avevi già sentito parlare di influencer virtuali? Conosci qualche altro nome da segnalarci?
Contattaci, saremo lieti di confrontarci insieme su questo argomento così interessante e attuale.

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6 Novembre 2019|Virtual Reality

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