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Come i Brand raggiungono la generazione z – parte 2
9 Giugno 2022|Marketing BasicMarketing Video

Come i Brand raggiungono la generazione z – parte 2

Come i Brand raggiungono la generazione z – parte 2

Bentornati sul blog di Playmarketing. La prima parte dell’articolo (clicca qui per rileggerlo) era incentrata sulle nuove piattaforme online frequentate dalla “Generazione Z”, ovvero i nati tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del XXI secolo. Le nuove piattaforme sono “luoghi” digitali importanti perché entrati a far parte del mondo dei giovani. Anche solo per questo motivo i brand devono fare i conti con loro. Ciò significa imparare a conoscerne i concept di base, la grammatica e la sintassi dei loro linguaggi per poter creare contenuti interessanti per gli utenti: la Generazione Z è il futuro.
Nella prima puntata abbiamo parlato di cosa sono e come funzionano Fortnite e Roblox. Oggi è tocca a Discord, Twitch e TikTok. Ci supportano le informazioni ricavate dalla lettura di un articolo pubblicato su hbr.org.

Brand, generazione Z e gaming

Discord

I videogiochi sono la base di partenza di Discord. Nato nel 2015, ben presto gli appassionati di giochi iniziarono a frequentarlo per conversare, scambiarsi video e messaggi. I dati più aggiornati (dicembre 2020) informano che su Discord si connettono 140 milioni di utenti mensili attivi. Il 70% di loro afferma di frequentare la piattaforma anche per discutere di moda, cucina, lifestyle. E’ dunque possibile affermare che Discord è l’esempio ideale per descrivere una moderna micro comunità online aperta a tutti. Oltre a questa caratteristica, la piattaforma fa sì che l’accesso ad alcune aree ristrette chiamate server si attivi tramite invito personale. Una funzionalità particolare che consente la creazione di piccole comunità il cui ordine di grandezza non supera i 200 utenti.

Il risultato è la sensazione esclusiva di sentirsi parte di una compagnia di amici in un clima gradevole intimo e informale. A tutela di questo clima particolare, va detto che Discord non accetta adv sui suoi server. Tuttavia i brand possono a loro volta creare il proprio server e invitare le persone (clienti e/o potenziali clienti) ad accedere per condividere video, lanciare progetti speciali eccetera. I manager di Discord affermano di avere in serbo grandi idee per il futuro della piattaforma: le opportunità per i brand in tal caso non potranno che aumentare.

Twitch

Nata nel 2011 e comprata nel 2014 da Amazon, Twitch è una piattaforma di live streaming di straordinaria popolarità. Agli esordi Twitch era lo strumento usato dagli appassionati di giochi per trasmettere in diretta le loro partite guadagnando in funzione delle visualizzazioni. La pandemia ha fatto da detonatore: Twitch ha preso il largo dando spazio ad ogni genere di contenuti: musica, cucina, fitness, intrattenimento, bellezza. Anche in questo caso grandi comunità convivono con piccole aree dedicate.

Diamo i numeri di Twitch: 30 milioni di utenti giornalieri e più di 7 milioni di creator attivi mensilmente; la permanenza media è di 29 minuti e chi vi accede sono principalmente giovani della Gen Z e millennial.

I brand possono farsi notare in due modi:
• tramite Amazon (piattaforma di adv)
• dando vita ad una partnership con Twitch

L’obiettivo? Creare contenuti intriganti capaci di attrarre i giovani della Generazione Z

TikTok

È il principe delle piattaforme, il più amato dalla Generazione Z. Il suo nome è TikTok, il social che solo negli Stati Uniti ha più di 100 milioni di utenti attivi al mese, l’indirizzo digitale in cui nascono tutti i trend e i contenuti destinati a diventare virali.
Il segreto di TikTok sta nell’estrema facilità di impiego: la piattaforma propone al visitatore contenuti coerenti rispetto a tutto ciò per cui ha mostrato interesse precedentemente. Una caratteristica che rende questo social perfetto per le micro-comunità. È forse inutile sottolineare come il successo di TikTok sia dovuto alla spinta ottenuta dalla Generazione Z, il “decisore” di tutto ciò che fa tendenza in questo momento storico.

Un altro dei grandi pregi di TikTok è la naturalezza e la spontaneità. Al punto che è molto difficile se non del tutto impossibile trovare le differenze tra i contenuti realizzati dai TikTokers e quelli sponsorizzati dai brand. Un esempio da manuale di uso intelligente del gioco e del passaparola promosso dagli hashtag viene da Simmons. Nel corso della pandemia il famoso marchio di materassi ha lanciato la sfida #snoozzzapalooza. Il gioco consisteva nel realizzare mini-video in cui imitando le rockstar sul palco ci si lanciava su un materasso. Più di un milione di persone ha aderito postando video accattivanti. Il brand di materassi ha registrato un incremento del 104% di accessi al sito internet.
Conclusioni. Si tratta di un social molto disponibile nei confronti dei brand inserzionisti. Offre un notevole supporto ai brand per le campagne pubblicitarie e ai creator collegati a sponsorizzazioni.

Cosa ne pensi di questo articolo? Ti piacerebbe saperne di più su nuovi modi e strategie per coinvolgere i giovani utenti della Gen Z? Possiamo aiutarti: contattaci clicca qui.

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Come i Brand raggiungono la generazione z – parte 1
2 Giugno 2022|Marketing BasicMarketing Video

Come i Brand raggiungono la generazione z – parte 1

Come i Brand raggiungono la generazione z – parte 1

Eccoci nuovamente con le notizie di Playmarketing! Il tema di questa settimana sono le nuove piattaforme attraverso le quali i brand provano ad intercettare la “Generazione Z”, ovvero i nati approssimativamente tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del XXI secolo.

Brand e “Generazione Z”: prove di dialogo (parte prima)

Facciamo un passo indietro. Anche prima della pandemia i ragazzi della Generazione Z avevano abbandonato i social tradizionali privilegiando piattaforme di nicchia che consentivano loro di creare micro-comunità, partecipare ad esperienze e scambiarsi messaggi privati. Nuove realtà digitali che nel 2020 sono diventate anche spazi in cui i giovanissimi “incontrano” i marchi e acquistano i prodotti. Impossibile per le aziende trascurare questi nuovi canali: quali sono e come funzionano? Lo scopriremo grazie agli stimoli di un articolo letto su hbr.org.

Le nuove piattaforme della Generazione Z

Il fatto: da tempo le ragazze e i ragazzi della Generazione Z stanno lasciando i social più noti. Preferiscono utilizzare piattaforme più piccole ma in ogni caso assai importanti. Facciamo qualche esempio concreto:

Fortnite è la piattaforma che ha riunito oltre 27 milioni di spettatori in occasione di 5 concerti di Travis Scott, rapper amato dai giovanissimi,
• su Roblox sono state effettuate più di 33 milioni di visualizzazioni di un evento di Lil Nas X durato due giorni,
• su Twitch oltre 400 mila persone hanno guardato la parlamentare americana Alexandria Ocasio-Cortez giocare ad Among Us.

Il gaming vince

L’avete notato? Le piattaforme di maggior successo sono quelle di gaming. I videogiochi sono diventati il nuovo strumento di interazione su internet. Non solo giochi, ma anche la possibilità di acquistare prodotti e servizi. Oltre che, ovviamente, l’opportunità di veicolare pubblicità in modo mirato. Inutile dire che i brand devono tener conto di questa realtà se vogliono continuare a prosperare. La logica che guida queste piattaforme non è sempre immediatamente decifrabile. Le regole che governano la vita e le opportunità di relazione degli altri social spesso non si adattano alle nuove piattaforme. Addirittura per qualcuna di loro non esistono neppure regole chiare per creare engagement. Nei prossimi paragrafi vi elenchiamo qualche spunto allo scopo di aiutarvi a creare contenuti adatti per farsi notare.

Fortnite

Ideata per il gaming, forte di un’incredibile popolarità, nel 2021 ha raggiunto quota 350 milioni di account. Nel dicembre dell’anno precedente un evento di questa piattaforma è stato visto da 15,3 milioni di persone connesse contemporaneamente. Assistevano alla diretta dell’evento su YouTube e Twitch altri 3,4 milioni di utenti. Fortnite è la prima piattaforma ad aver creato interazioni efficaci tra utenti e brand. Si svolgono attraverso la modalità di gioco Battle Royale. Marvel e Nike hanno creato skin (cioè le divise dei giocatori) personalizzabili. Su Fortnite i marchi possono sviluppare engagement nella “Modalità Creativa” che consente di creare aree personalizzate e invitare gli amici a giocare, compiere missioni eccetera. Nate Nanzer di Epic Games ritiene che la “Modalità Creativa” di Fortnite sarà molto produttiva per i brand nei prossimi anni.

Roblox

Questa piattaforma consta di ben 37 milioni di utenti giornalieri. Nata nel 2004, è diventata la piattaforma di riferimento nel mondo dei nuovi giochi online. Si calcola che due bambini americani su tre nella fascia d’età tra i 9 e i 12 anni giochino a Roblox. La sua forza? Semplice da usare, offre una grande gamma di giochi con la possibilità di creare il proprio gioco e invitare gli amici. Chiunque può creare un gioco, anche i bambini. L’opinione di Tami Bhaumik, marketer di Roblox, è la seguente: “I giocatori crescono insieme alla piattaforma che grazie anche a loro continua a crescere e ad evolversi”.

Creare giochi è un’opportunità che la piattaforma offre anche ai brand. DC Comics e Warner Bros. ad esempio, hanno creato un gioco per Wonder Woman. I giocatori possono anche utilizzare la valuta digitale della piattaforma per acquistare accessori e personalizzare ulteriormente i loro avatar. La piattaforma sta testando partnership potenziali selezionando i brand candidati in funzione della loro capacità di creare esperienze ritenute il più possibile autentiche da parte degli utenti. I marchi partner devono sviluppare proposte coerenti e integrate rispetto alla piattaforma affinché gli utenti non si sentano considerati alla stregua di un puro e semplice target pubblicitario.

Nella prossima “puntata” dedicata al tema delle nuove piattaforme parleremo di Discord, Twitch e TikTok.
Stai pensando a come avvicinare il tuo brand alla Generazione Z? Chiedici un incontro senza impegno, parleremo proprio di come sviluppare il tuo marchio: clicca qui.

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Un perfetto virtual meeting
26 Maggio 2022|Marketing BasicMarketing Video

Un perfetto virtual meeting

Un perfetto virtual meeting

Il virtual meeting è l’argomento che oggi trattiamo a Playmarketing. Supportati da un articolo letto su hbr.org parleremo delle regole da seguire per migliorare l’efficacia di questi incontri virtuali.

Virtual meeting: il Covid ha cambiato il mondo.

Il Covid 19 ha cambiato il mondo del lavoro e il modo di lavorare. Come ben sappiamo, si è iniziato a lavorare da remoto. Di conseguenza, grazie ai supporti digitali le riunioni si sono svolte sotto forma virtuale. Si badi bene: le riunioni virtuali sono una modalità che esiste da tempo. Ma si trattava di eccezioni, non della normalità. Oggi molti team che potrebbero tranquillamente riunirsi fisicamente preferiscono farlo adottando la modalità virtuale. Nessun problema, a patto che vengano rispettate poche semplice regole. E’ noto infatti che qualcuno tende ad approfittare della virtualità svolgendo più attività contemporaneamente, oppure distraendosi e non prestando la giusta attenzione. Poche, semplici regole aiutano a gestire nel migliore dei modi le riunioni a distanza. Vediamo quali sono.

Prima regola: il piacere di guardarsi negli occhi

Sembra una banalità, eppure è importante: invece di usare le telefonate multiple utilizza uno dei molti programmi – come Skype, Zoom o GoToMeeting – che offrono la possibilità di realizzare videochiamate

Seconda regola: concedi l’eccezione

Le videochiamate richiedono parecchia banda. Può accadere che non tutti i partecipanti dispongano di una connessione internet adeguata. Come ricordavamo prima, “guardarsi negli occhi” è infinitamente meglio, ma comunque accetta la possibilità che qualcuno partecipi solo in voce.

Terza regola: prepara e verifica con buon anticipo
Non sono ammessi ritardi, mal funzionamenti e soprattutto irritanti attese perché Tizio non ha scaricato il programma di videochiamata e Caio non ha imparato ad usarlo. La regola è semplice: tutti i partecipanti devono essere informati con largo anticipo riguardo ai supporti tecnologici che verranno impiegati.

Quarta regola: qualità delle riprese

La comunicazione visiva si basa anche sui registri non verbali. È quindi indispensabile che i volti di tutti i partecipanti siano inquadrati correttamente dalle webcam

Quinta regola: prepara l’agenda della riunione

Virtuale o reale, la programmazione è tutto. Il suggerimento è di preparare la riunione on-line come se si svolgesse con tutti i partecipanti nella stessa stanza. Bisogna quindi definire l’agenda dell’incontro, le regole di discussione, la durata degli interventi eccetera.

Sesta regola: sii conciso e diretto

Guai a dilungarsi troppo nelle presentazioni: regola che vale sempre e ovunque ma che nella realtà di una conversazione online va moltiplicata per cento. Sintesi, chiarezza e semplicità sono d’obbligo. E non scordarti di condividere il tuo schermo con gli altri partecipanti

Settima regola: favorisci un clima sereno

Poiché non sai cosa può essere accaduto a livello personale ai dipendenti con cui sei collegato on-line, cerca di mettere tutti a proprio agio; particolarmente chi può essere ancora scosso dall’isolamento imposto dalla pandemia.

Ottava regola: scegli un mediatore

Gestire una riunione online non è semplice. Fai in modo che ci sia qualcuno in grado di guidare l’incontro. Una persona autorevole che sviluppa l’ordine del giorno e gestisce gli interventi affinché il confronto si svolga in modo ordinato. L’ideale è che il moderatore sia una persona in grado di risolvere anche eventuali intoppi tecnici.

Nona regola: stimola i partecipanti

I più introversi possono trovarsi in difficoltà in una riunione online. Per evitare che ciò accada, fai qualche domanda ogni tanto, interpellando i partecipanti. Ci sono programmi specifici che aiutano la gestione delle discussioni online: alcuni di essi sono dotati di uno strumento per prenotare l’intervento e chiedere la parola.

Decima regola: raccogli i dati in tempo reale

Raccogliere dati di qualità nel corso di una video call è tutt’altro che semplice. In nostro aiuto intervengono software come Poll Everywhere. Questo software invia sintetici questionari ai partecipanti del meeting via smartphone. Consente di ottenere opinioni su quanto accade in tempo reale senza interrompere il flusso della conversazione

Undicesima regola: non temere la complessità

Se ben condotti anche i meeting online sono molto efficaci. Il segreto consiste nel trovare il giusto equilibrio e mettere a proprio agio i partecipanti. Con un po’ di allenamento si riesce ad affrontare anche questioni assai complesse.

Dodicesima regola: esercizi online

Può sembrare buffo, ma non lo è: esercita il tuo team a riunirsi online anche se tutti i membri sono nello stesso edificio “in presenza” fisica. Alla fine del meeting sarà utile incontrarsi fisicamente e confrontare l’esperienza. Cosa può essere migliorato? Cosa impedisce una maggior produttività?

Se stai pensando a come programmare un virtual meeting per la tua azienda, chiedici un incontro senza impegno, parleremo proprio di come creare un virtual meeting di successo: clicca qui.

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6 caratteristiche essenziali per un marketing leader
17 Gennaio 2019|Marketing Basic

6 caratteristiche essenziali per un marketing leader

6 caratteristiche essenziali per un marketing leader

Nuova settimana, nuovo articolo del blog di Playmarketing! Oggi parliamo di marketing leader. Come deve essere un buon marketer – specie se deve prendere decisioni per tante persone?

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