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Covid e comunicazione
28 Luglio 2022|Marketing BasicMarketing Trend

Covid e comunicazione

Covid e comunicazione

L’appuntamento di oggi con le news del blog di Playmarketing affronta un argomento di grande importanza: il Covid-19 ha cambiato la comunicazione? E’ una domanda su cui si discuterà a lungo. Ma già ora è possibile affermare senza tema di smentita che la pandemia ha cambiato le nostre abitudini stravolgendo la routine quotidiana, costringendoci a chiuderci a casa per un periodo che ci è sembrato infinito, azzerando i rapporti affettivi e le nostre relazioni sociali. L’impatto del lockdown e delle regole per contenere i contagi è stato forte a ogni livello. Impensabile che la comunicazione non ne fosse in qualche modo coinvolta.
Come è cambiata la comunicazione dei brand? Come sono cambiati i comportamenti online? Facciamo il punto seguendo le tracce di un articolo letto su d-com.it.

Covid e comunicazione: cosa è cambiato?

La pandemia da Coronavirus dal 2020 segna le nostre vite contribuendo ad alterare gli equilibri della società a livello mondiale. Una delle conseguenze più immediate è l’aumento dell’utilizzo di device elettronici. Inevitabilmente anche la comunicazione, in modo più pronunciato quella digitale, è cambiata per la semplice ragione che non ha potuto non considerare le esigenze degli utenti.

Da un giorno all’altro smartphone, PC e tablet sono diventati il solo modo per restare in contatto con gli altri ed essere informati sulle cose del mondo. Di conseguenza è aumentato il tempo di permanenza online e l’uso delle piattaforme. Queste ultime sono state scelte in funzione d’età degli utenti: mentre la Gen X e i boomer hanno preferito media tradizionali come la TV, i millennials e la Gen Z hanno privilegiato i video online e i servizi in streaming,

Comportamenti di consumo

I comportamenti degli utenti sono stati oggetto di studi accurati. In particolare, una ricerca condotta da We are social, Hootsuite e Kepios ha analizzato a fondo i comportamenti di consumo degli utenti durante i mesi della pandemia. Le principali evidenze emerse sono così sintetizzabili:

• nei paesi in cui sono stati imposti lockdown, l’attività digitale è cresciuta in modo significativo,
• è cresciuto l’uso dei social e delle videochiamate,
• lo shopping online, particolarmente per ciò che riguarda i prodotti alimentari, ha registrato una crescita senza precedenti,
• è aumentato il tempo dedicato ai videogames e ai giochi online di sport,
• sono state create nuove opportunità per chi investe nel digitale.

In Italia l’utilizzo di Facebook è cresciuto del 70%; le piattaforme per effettuare videochiamate multiple hanno avuto incrementi del 1000 %. La domanda che ci si pone è la seguente: come varieranno i consumi digitali (utilizzo dei social e dei servizi online) ora che il virus sembra meno aggressivo? Molte persone hanno dichiarato che non cambieranno le nuove abitudini acquisite nel corso della pandemia, mentre altri hanno confermato che torneranno a dedicare ai social e ai giochi lo stesso tempo pre-pandemia.

I brand come hanno reagito?

Inutile dire che sia i brand che le aziende hanno dovuto adattarsi il più rapidamente possibile all’emergenza globale stravolgendo di fatto le loro strategie di comunicazione. Nonostante il lockdown, le aziende hanno mantenuto le loro posizioni sui social – condizione sine-qua-non per continuare ad esistere – e in un momento drammatico hanno offerto supporti, informazioni e sostegni alle loro community.

Analizzando i comportamenti dei brand è possibile giungere ad una sintesi riguardo le strategie più utilizzate nel corso della pandemia di Coronavirus. Sono sostanzialmente 5.

1. Tono di voce. Le marche hanno scelto un tono di voce coerente con la drammaticità del momento. La serietà ha sostituito l’ironia e l’umorismo è stato momentaneamente abbandonato. Senza scadere nel dramma tragicità, sui social e sui siti web è stato adottato uno stile di comunicazione consono alla difficoltà dei tempi.

2. Social educativi. L’emergenza sanitaria ha fatto sì che i social divenissero fonti informative/educative relativamente a tematiche complesse o poco conosciute. Sono molti i brand che hanno promosso contenuti e informazioni utili alla collettività.

3. Real Time Marketing. Durante la pandemia la creazione di contenuti allineati ai trend del momento ha subito una battuta d’arresto. La ragione è facilmente intuibile: il Covid in quanto evento di straordinaria rilevanza storica è diventato l’unico argomento di discussione. Sono molti i brand che hanno saputo utilizzare il tema del virus mettendolo al centro del loro real time marketing impiegando un tono di voce delicato e rispettoso.

4. Più creatività. Poiché il tempo trascorso online durante la pandemia è aumentato, i brand si sono impegnati parecchio nello sforzo di produrre contenuti nuovi e diversificare la comunicazione. Un esempio fra tanti è la creatività di si occupa di turismo: come è stato possibile mettere online un piano editoriale efficace e convincente se… nessuno poteva muoversi da casa? Un’idea creativa che ha avuto successo: invitare i follower a compiere viaggi virtuali. Si resta chiusi in casa ma si scoprono posti nuovi.

5. Lotta alle fake news. Comunicare notizie vere da fonti affidabili è stata la priorità di molti brand. Molte aziende hanno anche raccontato come stavano affrontando la pandemia, raccontando dell’impegno dei dipendenti.

Cosa ne pensi di questo tema?
Per qualsiasi domanda e per farci sapere la tua, contatta il team di Playmarketing!

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