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Social media in Italia
25 Agosto 2022|Marketing BasicWeb Marketing

Social media in Italia

Social media in Italia

Vi siete mai chiesti quanto tempo gli italiani dedichino ai social media? E quale app viene più usata? Qui sotto tutte le risposte con l’aiuto di un articolo di Vincos

Social media in Italia

Chi si occupa di comunicazione non può fare di certo a meno che constatare con dati statistici come si evolvono i social media. Per questo, grazie ai dati raccolti da Audiweb powered by Nielsen possiamo fare un breve riepilogo di ciò che è successo in Italia nell’ultimo anno (dati 2021).

Utenti totali sui social media

Nel 2021 il social media più frequentato dagli italiani è stato Youtube con 35.4 milioni di persone al mese connesse. Subito a seguire trovavamo Facebook (35 milioni) e, a chiudere il podio, Instagram con 35 milioni di utenti. Seguivano poi, in ordine, Pinterest (20.7 mln), Linekedin (18.3 mln), Twitter (11.5 mln), TikTok (9.6 mln), Twitch (4.7 mln).
La media italiana di utenti che navigano online è pari a 44.3 mln di italiani ogni mese con un giorno medio di 37.1 mln di persone attive. Lo smartphone si conferma lo strumento per eccellenza che usano gli italiani per navigare il web. I dati sopra citati coinvolgono un’utenza dai 18 ai 74 anni.

Permanenza online totale sui social media

Ma quanto tempo stiamo realmente connessi? Facebook è il social media dove gli italiani passano più tempo online. La ricerca dice che il tempo connessi è in media al mese di 11 ore e 29 minuti a persona. Segue poi Instagram con 6 ore e 6 minuti, TikTok con 5 ore e 38 minuti, Youtube con 5 ore e 18 minuti, Twitch con 2 ore.

In generale questi dati ci servono a capire meglio quali siano le tendenze e le evoluzioni del traffico di utenti, le loro preferenze. In generale, se approfonditi, questi dati possono darci tante linee guida sulle strategie social da seguire online! Se stai rientrando ora dalle tue ferie e pensi che i social possano essere una strategia giusta per il tuo business, contattaci! Siamo qui per aiutarti.

 

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Hashtag TikTok
18 Agosto 2022|Marketing BasicMarketing Trend

Hashtag TikTok

Hashtag TikTok

Vi siete mai chiesti se esiste una strategia per scegliere i migliori hashtag su Tik Tok? Nel nostro articolo del blog di Playmarketing proviamo a darvi qualche consiglio utile.

Hashtag di tendenza su TikTok

È importante saper scegliere i giusti hashtag su TikTok per due semplici motivi:

  • ti permette di scoprire contenuti popolari
  • massimizza la portata dei propri video

Sapere come trovare gli hashtag di tendenza su TikTok può essere fondamentale per il successo di un utente sull’app. È quindi utile per trovare i contenuti più recenti e rilevanti, ti permette di rimanere aggiornato sulle tendenze e fa sentire gli utenti parte della stessa comunità.

Gli hashtag aiutano gli utenti a partecipare alle sfide create dai brand per generare nuovi contatti e diffondere consapevolezza. Gli hashtag possono anche aiutare gli utenti a creare comunità intorno ai loro interessi, in modo da trovare altri utenti con le stesse preferenze e necessità. Se usati correttamente, gli hashtag di tendenza su TikTok sono un modo eccellente per esplorare nuove idee e rimanere in contatto con altri utenti.

Come trovare gli hashtag migliori?

Il processo è semplice, basta semplicemente accedere alla pagina Discover presente nell’app e cercare contenuti che includono video di tendenza, hashtag, suoni, creatori e altro ancora. Gli utenti possono anche utilizzare il pulsante di ricerca dell’app. Può attuare la ricerca sia per un hashtag legato ad un argomento specifico, sia anche attraverso il nome di un creatore di contenuti. Mentre i risultati rilevanti saranno visualizzati nella scheda Top, gli utenti possono anche cliccare sulla scheda Hashtags per scoprire i contenuti correlati. Da qui, tutti potranno vedere i video che hanno dato il via a un particolare trend, seguiti da altri video popolari pertinenti a un hashtag di tendenza.

Aggiungendo il giusto hashtag di tendenza su TikTok, l’utente può aumentare le possibilità di essere scoperto sull’app. Utilizzando un hashtag di tendenza, infatti, l’utente apre la possibilità che il suo TikTok venga mostrato non solo ai suoi follower, ma a tutti coloro che cercano l’hashtag.

Se vuoi ricevere altre informazioni su questo social media, contattaci! Il nostro staff è a tua completa disposizione.

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Social network emergenti
11 Agosto 2022|Marketing BasicMarketing Trend

Social network emergenti

Social network emergenti

Oggi sul nostro blog di Playmarketing, vogliamo vedere con voi quali sono i social più di tendenza e su quali un’azienda deve puntare per il suo business. Per farlo ci facciamo aiutare da un interessante approfondimento di PostPickr

Social network emergenti

Non è un segreto che social come Facebook, Instagram e YouTube durante la pandemia siano cresciuti, soprattutto se si stima il tempo medio di permanenza online. Non per questo però dobbiamo dimenticarci di curiosare in giro e scoprire che, anche social relativamente più giovani, stanno già mettendo le basi per il futuro. Ecco qui sotto l’elenco completo:

TikTok

Nata in Cina con il nome musical.ly, poi a seguito di acquisizioni e fusioni, diventa nel 2018 Tik Tok. Il social network permette di creare brevissimi video con l’inserimento di effetti grafici.
È molto usato dai più giovani e l’idea di poter personalizzare un proprio video è molto interessante. Anche le aziende hanno iniziato a fare i primi passi in questa nuova realtà.

Reddit

Sito nato per la condivisione di contenuti testuali o ipertestuali creati direttamente dagli utenti. Una sorta di grande forum diviso per argomenti (detti Subreddit). Ogni utente può interagire con i contenuti e votare. Chi riceve i migliori voti, diventa popolare aumentando il proprio Karma (engagement).

Twitch

Piattaforma di Live Streaming è diventata famosa grazie ai gamer che trasmetto online le proprie sfide e tornei. Il social network è di proprietà di Amazon. Questo consente di divulgare contenuti in diretta e on demand, con molti vantaggi grazie agli annunci pubblicitari.

Patreon

Social network interessante per i content creator di nicchia. Grazie alla piattaforma l’utente può condividere contenuti e ottenere compensi grazie alle loro opere e al supporto dei follower. Come? Semplice, mediante donazioni.

Clubhouse

Qui il modo di interagire degli utenti è solo con messaggi vocali all’interno di spazi virtuali. Ogni chat room è specializzata su un argomento specifico. Gli utenti possono creare nuove stanze, questo risulta molto interessante per le aziende.

Tu hai già fatto un’analisi del tuo business e quali vantaggi potrebbe avere dall’uso di uno di questi nuovi social. Se vuoi confrontarti con noi, ricordati che puoi contattarci senza impegno.

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Imprenditori digitali: blogger e influencer
4 Agosto 2022|Marketing BasicMarketing Trend

Imprenditori digitali: blogger e influencer

Imprenditori digitali: blogger e influencer

Iniziato il mese delle ferie, ma noi non vi abbandoniamo mai. Oggi, sul blog di Playmarketing, vogliamo raccontarvi la storia imprenditoriale digitale di una delle influencer più famose al mondo. Continua la lettura con noi qui sotto!

Imprenditori digitali: blogger e influencer

Chiara Ferragni può piacere oppure no, ma è stata in assoluto la prima italiana a sfondare nel mondo dell’imprenditoria digitale. La sua vita pubblica ha portato vantaggi economici a lei, in primis, e poi a tutti i suoi sponsor e stakeholders.

L’inizio della carriera da blogger

Ancora studentessa, Chiara Ferragni insieme, con l’allora compagno, Riccardo Pozzoli lanciano il blog “The Blonde Salad”. Ventiduenne, inizia a raccontare di sé e della sua vita online ad una cerchia inizialmente ristretta di follower e poi man mano sempre più grande.
Da semplici racconti della quotidianità, Chiara inizia a dare consigli di stile e di moda sui migliori outfit di tendenza. Dopo solo un anno dalla nascita del suo blog viene invitata come ospite agli MTW Trl Awards dove presenta la sua prima linea di scarpe.
Negli anni si sono susseguiti importanti successi, come la segnalazione su Vogue come la “blogger of the moment”, il libro “The Blonde Salad, consigli di stile della fashion blogger più seguita dal web”, il successivo fidanzamento con Fedez, il matrimonio e i figli e chissà ancora cosa ci riserverà il futuro.

La popolarità e il business milionario

Da quello che inizialmente era una scommessa o il sogno di una ragazzina, ora l’azienda fattura all’incirca 40 milioni di euro l’anno, cifra raggiunta in soli 4 anni. I canali social sono ovviamente la fonte primaria del guadagno con 26 milioni di follower su Instagram e 5 milioni di fan su TikTok.
Compare sulla rivista americana New York come “One of the biggest breakout street-style stars of the year”. Poi il Financial Times la inserisce tra i protagonisti femminili del lusso digitale, oltre alla presenza nella classifica under 30 di Forbes. Realizza con Evian la prima bottiglia d’acqua per il mercato luxury, viene prodotto un documentario sulla sua vita “Unposted” stimato per un valore di 10 milioni, poi arriva la serie Amazon Prime distribuita in 240 paesi.

Strategie di marketing

Tutto questo successo e fama ha trasformato radicalmente l’interpretazione di eventi privati e vita quotidiana come veri e propri strumenti di business digitali. Si conta che un post di Chiara Ferragni costi fra i 60 e 85 mila dollari.
Anche il solo matrimonio con sponsor ufficiali, tra cui BMW, Alitalia, Versace, Dior, Trudi e Diesel, sia stato un affare social con un Media Impact Value da 36 milioni di dollari.

Numeri da capogiro, non trovi? E tu hai in mente un’idea da lanciare online, noi ti possiamo aiutare per renderla sicuramente di successo. Contattaci per saperne di più.

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Google Analytics è illegale per la privacy?
1 Agosto 2022|Non solo MarketingWeb Marketing

Google Analytics è illegale per la privacy?

Google Analytics è illegale per la privacy?

Google Analytics è illegale per la privacy? Scopri con quali software sostituirlo!

Le aziende di tutto il mondo utilizzano Google Analytics per raccogliere dati sui visitatori del sito web, le recenti decisioni normative europee hanno messo a repentaglio il futuro dell’utilizzo di GA in Europa e di conseguenza di tutto il sistema di tracciamento ad esse collegato.

 

Qual è il problema dell’UE con Google Analytics?

Quando un’azienda utilizza Google Analytics, i dati vengono memorizzati ed elaborati dai server di Google negli Stati Uniti. Questo trasferimento di dati dall’Europa agli Stati Uniti è stato un punto di contesa per diversi regolatori europei.

In particolare, ci sono preoccupazioni su come i servizi di intelligence statunitensi siano in grado di accedere ai dati personali dei cittadini europei senza le protezioni richieste da diverse leggi europee sulla privacy dei dati.

 

Il problema del Trasferimenti di dati UE-USA 

Nel corso degli anni sono stati sviluppati numerosi accordi, quadri e regole per tentare di consentire la condivisione sicura dei dati dell’UE con gli Stati Uniti. Tuttavia, poiché le normative sulla privacy dei dati sono cresciute nel corso degli anni e l’attenzione è stata prestata ai trasferimenti di dati, questi accordi hanno subito sfide legali.

 

Le sentenze europee sulla privacy

L’autorità austriaca per la protezione dei dati ha stabilito che l’uso di Google Analytics viola il GDPR, è stato determinato che le misure tecniche messe in atto da Google Analytics, tra cui la limitazione dell’accesso ai data center e la crittografia dei dati mentre si spostano in tutto il mondo, non fanno abbastanza per impedire che vengano potenzialmente raccolte dalle agenzie di intelligence statunitensi. Google è stato in grado di accedere ai dati in testo normale. Questo ID univoco generato da GA è considerato un dato personale ai sensi del GDPR. Pertanto, l’utilizzo di Google Analytics coinvolge dati personali che non sono protetti da potenziali sorveglianza.

Tale trasferimento è stato ritenuto illegittimo in quanto non esisteva un livello di protezione adeguato per i dati personali trasferiti afferma Matthias Schmidl, vicecapo del regolatore di dati austriaco, ha anche aggiunto che gli operatori di siti Web non possono utilizzare Google Analytics ed essere conformi al GDPRL’autorità francese per la protezione dei dati (CNIL) ha raggiunto una decisione simile.

La CNIL ha deciso che l’uso di Google Analytics da parte di un sito Web francese senza nome non è conforme al GDPR in quanto viola l’articolo 44 (che copre i trasferimenti di dati personali dall’UE a paesi che non dispongono di protezioni della privacy essenzialmente equivalenti, come gli Stati Uniti). La dichiarazione ufficiale della CNIL è che i trasferimenti verso gli Stati Uniti “al momento non sono sufficientemente regolamentati” a causa dell’assenza di una decisione di adeguatezza UE-USA (un meccanismo che consentirebbe il trasferimento dei dati). Per questo motivo, esiste un rischio per i visitatori di siti Web francesi quando visitano siti Web con GA.

L’autorità ha osservato che le misure aggiuntive adottate da Google per regolamentare i trasferimenti di dati di Google Analytics “non sono sufficienti per escludere l’accessibilità di questi dati per i servizi di intelligence statunitensi”.  

 

L’intervento del garante europeo della protezione dei dati 

In seguito ad una complessa istruttoria, il 23 giugno 2022 il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un Provvedimento, con cui comunica che il trasferimento di dati personali al di fuori dell’UE effettuato dagli utilizzatori di Google Analytics è da considerarsi illecito. Allineandosi con la decisione della CNIL, il Garante Privacy ha dunque sostenuto che l’utilizzo di Google Analytics non è conforme al GDPR. L’autorità ha adottato un primo provvedimento nei confronti di un editore specifico, ma la questione interessa molti altri siti web.

Quali sono i dettagli di questa pronuncia?

Nel provvedimento, il Garante ha rilevato che l’utilizzo di Google Analytics da parte dell’editore web ha portato alla raccolta di molti tipi di dati dell’utente, inclusi indirizzo IP del dispositivo, informazioni sul browser, sistema operativo, risoluzione dello schermo, selezione della lingua, oltre alla data e all’ora della visita al sito: il Garante ha documentato come tutte queste informazioni siano state trasferite negli Stati Uniti senza l’applicazione di adeguate misure supplementari per adeguare il livello di protezione al necessario standard giuridico dell’ue.

Il Garante Privacy ha concesso all’editore in questione (la società Caffeina Media Srl) 90 giorni per correggere la violazione di conformità. Ma la decisione ha un significato più ampio in quanto ha anche avvertito altri siti web locali che utilizzano Google Analytics della necessità di verificare la propria conformità. Infine, Guido Scorza (componente del Garante per la protezione dei dati personali), ha sottolineato come un accordo politico non sia sufficiente per risolvere la questione, ma serva una base giuridica.

 

Cosa puoi fare per sostituire Google Analytics 

Come visto nelle sentenze precedenti, Google Analytics è attualmente non conforme al GDPR Europeo e consigliamo alle aziende di sospenderne momentaneamente l’utilizzo per evitare di incorrere in sanzioni. Come puoi evitare eventuali sanzioni da parte del garante della privacy senza perdere i dati del tuo sito web? Esistono diversi strumenti sostitutivi che possono sostituire Google Analytics, seppur senza la profondità di analisi di GA, scopriamone alcuni.

Alternative:

  1. Matomo – Principale concorrente di Google Analytics per i siti web
  2. Hubspot – All’interno della suite troviamo molti strumenti per raccogliere dati sui siti web.
  3. Umami – Un sistema di tracciamento semplice per i siti web.

Cosa aspetti a contattarci per conoscere queste soluzioni alternative? Contattaci.

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