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Campagna elettorale su Tik Tok
23 Settembre 2022|Marketing BasicMarketing TrendMarketing VideoWeb Marketing

Campagna elettorale su Tik Tok

Campagna elettorale su Tik Tok

A soli due giorni dalle elezioni politiche possiamo dirlo: questa è stata una campagna elettorale tutta a colpi di social. Fin dall’inizio, noi di Playmarketing, abbiamo osservato la comunicazione dei politici del nostro Bel Paese e nessuno di essi ha potuto fare a meno dei social network, sbarcando anche su Tik Tok – il social più in voga e giovane del momento.

Campagna elettorale a colpi di Tik Tok

Prima di iniziare con le pagelle diamo qualche dato su questa piattaforma.
Tik Tok, di proprietà della cinese ByteDance, conta circa 14,4 milioni di utenti unici al mese.
In Italia, solo a maggio 2022, possiamo contare 16 milioni di nuovi utenti, il 76% in più rispetto al 2021.
Un altro dato importante è il tempo trascorso dagli utenti su Tik Tok: circa 95 minuti al giorno.
Il posto perfetto per fare campagna elettorale, soprattutto perché la percentuale di utenti over 30 è in costante crescita.

I nostri politici, chi maldestramente, chi ironicamente, chi in modo attento e in linea con le richieste del pubblico, hanno preso la palla al balzo e si sono trasformati in creator, o almeno ci hanno provato.

 

Berlusconi & Tik Tok: amore a prima vista

Si presenta leggermente sottotono rispetto al suo standard: sembra quasi volersi convincere che sia giusto essere lì e ci spiega che “su questa piattaforma i ragazzi sono oltre 5 milioni e il 60% ha meno di trent’anni”, ma non perde l’occasione per concludere con la sua consueta ironia “soffro un poco di invidia”. A metà giornata il video ottiene 300mila like.

Con il passare dei giorni viene fuori il “vero Silvio”, sempre più spigliato e ironico.
I suoi video sono ritmati, a volte sceglie di utilizzare anche la musica come sottofondo. Grande attenzione anche ai followers, i suoi contenuti sono realizzati ad hoc sulle caratteristiche del target di riferimento e spesso si dedica proprio a rispondere alle domande del pubblico.
Ecco come in soli 20 giorni è arrivato a 575mila follower, voto 9.

Renzi: First Reaction Shock

Si presenta subito con autoironia definendosi “esperto di First Reaction Shock” o di “shish” e, sempre con autoironia, si domanda che cosa ci faccia su Tik Tok. Catturata l’attenzione del pubblico, cambia subito registro chiudendo il suo messaggio di benvenuto con un piccolo riassunto sulla propria carriera. Video ritmato accompagnato da una musica motivazionale di sottofondo, forse un po’ troppo epica.

Intelligente l’idea di preparare più contenuti lo stesso giorno e spalmarli lungo tutta la campagna elettorale alternandoli a video meno originali.
A pochi giorni dalle elezioni conta circa 32mila follower. Voto 6-.

Carlo Calenda: l’orso ubriaco

Carlo Calenda, leader di Azione, sbarca su Tik Tok a fine agosto e mette subito le cose in chiaro:
“1) io non so ballare, sembro un orso ubriaco, 2) non posso dare consigli di make-up perché c’ho la pancia e sono brutto, però posso parlarvi di politica”.
Si rivolge direttamente agli spettatori in modo efficace e si dedica a rispondere alle domande, ma per il momento solo il giorno del debutto. Con 123mila followers, il nostro voto è 7.

Salvini, Conte e Meloni: i veterani

Salvini con i suoi 612 mila follower è una vera macchina da social.
Utilizza il social Tik Tok sapientemente e lo dimostrano i tre video salvati in cima che dichiarano le sue intenzioni. Pagina ben strutturata e curata, voto 8 e mezzo.

Il profilo di Conte, con 335mila follower, è ben pensato e strutturato per il pubblico in cerca di contenuti originali, evitando i riadattamenti da trasmissioni televisive. Con il suo linguaggio semplice e chiaro, si rivolge direttamente ai ragazzi, chiamandoli anche per nome. Voto 8.

Giorgia Meloni, con 100mila follower propone pochi contenuti pensati per la piattaforma. Non si rivolge in maniera diretta al pubblico di Tik Tok; infatti, sul suo profilo vediamo principalmente materiale riadattato. Con uno stile sempre televisivo, non adeguato al social, il voto è 5 e mezzo.

Per concludere

Berlusconi ci sa fare su Tik Tok, non c’è che dire. Si prende il tempo corretto e crea contenuti digitali originali. Stesse considerazioni per Salvini e Conte.
Calenda parte bene ma si perde nei giorni successivi.
Per tutti gli altri, compreso Calenda, l’errore più comune è quello di riadattare i contenuti pensati per altri canali di comunicazione a Tik Tok. In questo modo il linguaggio non è adeguato e allontanandosi dalla vera natura della piattaforma non viene premiato dagli utenti.

Spesso improvvisarsi creator e tiktoker può rivelarsi complesso e controproducente, per avere successo è necessario conoscere la piattaforma e realizzare i contenuti seguendo le logiche di comunicazione del social network.

 

Anche tu vorresti sbarcare su Tik Tok ma non sai come fare? Contattaci e studiamo insieme una strategia di comunicazione realmente efficace.

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Marketing outsourcing in Italia
22 Settembre 2022|Marketing BasicMarketing TrendWeb Marketing

Marketing outsourcing in Italia

Marketing outsourcing in Italia

Bentornati sul blog di Playmarketing!
Continuano gli approfondimenti sull’outsourcing marketing e oggi vogliamo porre l’attenzione proprio sul nostro Paese.
Le aziende italiane si affidano ad agenzie esterne? Se sì, in che termini? Se no, perché?
Per rispondere a queste domande ci siamo affidati ad una ricerca condotta da Marketing Arena e l’ Università Ca’ Foscari di Venezia pubblicata su engage.it.

Marketing in outsourcing in Italia

Arriviamo dritti al punto: il marketing in outsourcing in Italia funziona?
La risposta non è del tutto positiva.

Dallo studio, infatti, emerge che solo il 40% delle imprese italiane si affida ad agenzie di marketing esterne specializzate. E il dato genera ancora più sconforto se si pensa che sul 42% degli intervistati è solo l’1% ad investire in comunicazione.
In particolare, sono le aziende che operano nel B2B a mostrare poca fiducia nella digitalizzazione, e più in generale nel marketing.

La ricerca

Condotta tra il 2019 e il 2020, la ricerca ha esaminato un campione di 101 aziende del Nord Italia operanti in settori diversi come beverage, software, costruzione di macchinari, fabbricazione di autoveicoli e consulenza informatica, con fatturato massimo di 15 milioni di euro.

Oggetto dello studio erano:

  • L’organizzazione
  • L’apertura verso la digitalizzazione e il marketing

Curioso di sapere cosa è emerso? Ecco, riassumiamo tutto in tre punti:

  1. Il digitale è solo uno strumento necessario al posizionamento commerciale, mentre solo il 39% degli intervistati crede che siano strumenti indispensabili per il consolidamento della loyalty e la retention con i clienti.
  2. Il 60% delle aziende possiede un reparto marketing interno e non sono disposte ad affidarsi a professionisti esterni, come agenzie di marketing altamente specializzate.
  3. Il 76% delle aziende prese in esame non possiede ancora uno shop online, dato in forte contrasto con le abitudini dei consumatori di oggi. L’eCommerce, infatti, è una delle modalità d’acquisto più diffuse e apprezzate. Solo il 9% delle aziende oggetto dello studio ha un negozio online, mentre il 15% si affida a marketplace e altre piattaforme.

Conclusioni

Da quanto emerso dallo studio possiamo affermare che l’Italia è ancora un Paese arretrato dal punto di vista digitale e sono soprattutto le aziende B2B a mostrarsi riluttanti verso questo mondo.

Shop online e efficaci strategie di marketing e comunicazione possono portare ad ottimi risultati anche nella tua azienda B2B, basta affidarsi ai giusti professionisti… come? Leggi l’articolo dedicato alla scelta della giusta agenzia qui, oppure contatta Playmatketing, siamo pronti ad aiutarti.

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Scegliere l’agenzia di marketing in outsourcing
15 Settembre 2022|Marketing BasicMarketing TrendWeb Marketing

Scegliere l’agenzia di marketing in outsourcing

Scegliere l’agenzia di marketing in outsourcing

Bentornati sul blog di Playmarketing!
Anche questa settimana parleremo di marketing in outsourcing, soffermandoci sulle caratteristiche fondamentali che un’agenzia di marketing esterna all’azienda deve possedere.
A supportarci un articolo letto su fastcompany.com.

Perché scegliere il marketing in outsourcing?

Ti piacerebbe dare più spazio alle tue attività di digital marketing e comunicazione ma non hai abbastanza tempo e risorse? Non ti preoccupare, puoi delegare queste attività a professionisti esterni e questo si chiama proprio marketing in outsourcing. Leggi anche outsourcing marketing.

Prima di spiegarti come scegliere un’agenzia digital ripassiamo quali sono i suoi vantaggi principali: con l’outsourcing scegli tu chi si occuperà delle tue attività di marketing, risparmiando tempo e denaro. Non avrai bisogno di creare un reparto interno e questo ti darà la possibilità di avere più budget da investire nei tuoi progetti aziendali, ottenendo migliori risultati sia di marketing che di business.
Puoi approfondire l’argomento qui.

Come scegliere la giusta agenzia di marketing

Se ti piace l’idea del marketing in outsourcing e hai deciso di affidarti ad esterni assicurati di lavorare con persone professionali e competenti.
Valuta attentamente le tue alternative con le domande giuste, ecco qui alcuni spunti:

  • Sapere se hanno già lavorato nel tuo business e poter vedere i lavori svolti ti permette di capire il loro metodo di lavoro.
  • Informarsi sulla frequenza di meeting interni per l’analisi dei dati e il monitoraggio delle attività.
  • Capire qual è il core business dell’agenzia e quanto sono aggiornati sulle novità del loro settore e comprendere il loro grado di competenza e specializzazione.
  • Conoscere gli strumenti free e a pagamento che utilizzano per il lavoro ti permette di capire quali attività possono svolgere per te.
  • Comprendere la strategia che hanno studiato per raggiungere i tuoi obiettivi è un modo per poter osservare l’avanzamento delle attività.

L’agenzia a cui hai affidato il tuo marketing in outsourcing è davvero quella giusta?

Leggi le recensioni

Oggi il mercato del digital marketing è sempre più complesso e competitivo e le aziende non possono farne a meno. Affidarsi ad esperti è fondamentale ed ecco perché noi ti consigliamo di dare un occhio alle recensioni sul web e chiedere pareri e opinioni a vecchi clienti. In questo modo potrai farti una prima idea, ma attenzione alle recensioni fake.
Il nostro suggerimento è quello di leggere le recensioni e poi confrontarti con l’agenzia con le domande viste nel paragrafo precedente.

Affidati al passaparola

Il passaparola è un metodo che funziona sempre. Chiedi a colleghi, amici o persone fidate consiglio sui liberi professionisti migliori del settore e/o sulle agenzie digital più performanti. In questo modo restringerai il campo della tua ricerca e avrai diversi pareri prima di prendere una decisione.

Stai pensando di affidarti al marketing in outsourcing ma hai ancora qualche dubbio?
Non ti preoccupare, ci pensa Playmarketing!

Contattaci.

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Vantaggi marketing in outsourcing
8 Settembre 2022|Marketing BasicMarketing TrendWeb Marketing

Vantaggi marketing in outsourcing

Vantaggi marketing in outsourcing

Playmarketing oggi ti parla di marketing in outsourcing, un termine sempre più utilizzato, ma del quale sono ancora pochi a conoscerne il vero significato e i reali vantaggi.
Grazie ad un interessante articolo letto su forbes.com abbiamo deciso di spiegarti meglio cos’è e come trarne vantaggio per la tua azienda.

Marketing in outsourcing: cos’è e quali sono i suoi vantaggi

Cosa significa outsourcing?

Nonostante l’inglese sia così attuale, in questo caso è bene definire il significato di outsourcing. Con questo termine, infatti, si intende proprio l’affidamento di un processo, servizio o consulenza a professionisti esterni, siano essi un’agenzia o freelance.
Ora è più facile anche per te capire cos’è il marketing in outsourcing: affidare a professionisti esperti le attività di marketing della tua azienda.

Quali sono i vantaggi del marketing in outsourcing?

Ora che hai capito cos’è il marketing in outsourcing probabilmente ti starai chiedendo quali possono essere i suoi vantaggi, vediamoli insieme.

I vantaggi per le piccole imprese

Se sei una piccola azienda, pensa a quanto potrebbe essere difficile e costoso creare un reparto marketing interno altamente specializzato. Quando parliamo di marketing ci riferiamo a diverse attività che devono essere gestite e coordinate insieme:

  • Realizzazione di siti web seo-oriented, user-friendly e mobile-friendly;
  • Realizzazione di strategie di lead generation;
  • Creazione di una strategia di comunicazione digitale in grado di veicolare valori e creare engagement sulle piattaforme social;
  • Migliorare la brand reputation;
  • Creazione di report per l’analisi dei dati.

Trovare tutte le risorse necessarie a svolgere questi diversi compiti potrebbe richiedere molto tempo e uno sforzo economico non indifferente; rivolgendoti ad un’agenzia di marketing esterna potrai raggiungere i tuoi obiettivi in meno tempo e con un costo minore, grazie proprio alla specializzazione del suo team.

I vantaggi per le grandi imprese

I vantaggi non riguardano solo le piccole realtà, anche per le imprese più grandi può essere utile affidarsi ad un’agenzia esterna.
Ad esempio, se hai già un reparto interno potresti chiedere supporto ad un’agenzia di marketing per massimizzare i tuoi risultati facendo collaborare i due team, oppure potresti chiedere semplicemente una consulenza. Non solo, potresti decidere di collaborare in outsourcing per specifiche task a breve termine senza dover sovraccaricare il tuo team o assumere una risorsa per un breve periodo di tempo.

Come sfruttare al meglio il marketing in outsourcing?

Se stai leggendo questo articolo probabilmente stai valutando di delegare ad esterni le attività di marketing della tua azienda e, allora, noi di Playmarketing vogliamo darti alcuni consigli per sfruttare al meglio il servizio di marketing in outsourcing.

  1. Prima di tutto devi chiarire subito quali sono le tue aspettative.
  2. Definisci, insieme al professionista, gli obiettivi da raggiungere e fai in modo che questi siano specifici, definiti e misurabili.
  3. Definisci con il professionista tempistiche, costi e strategie.
  4. Fidati della tua agenzia, entra in empatia con il team e trattalo come se fosse parte della tua azienda.
  5. Concorda la frequenza con cui tu e l’agenzia vi aggiornerete sul progetto: il monitoraggio dei dati e il confronto sono fondamentali.

Se hai ancora dubbi o curiosità sull’argomento contattaci, saremo felici di poterti aiutare a comprendere meglio tutte le potenzialità del marketing in outsourcing.

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Outsourcing marketing
1 Settembre 2022|Marketing BasicWeb Marketing

Outsourcing marketing

Outsourcing marketing

Con l’articolo di questa settimana inizia l’approfondimento che il blog di Playmarketing dedica al MARKETING in OUTSOURCING. Conosci il significato del termine outsourcing? Si tratta di una pratica aziendale che prevede l’affidamento di alcuni processi interni o l’erogazione di servizi ad agenzie/aziende/professionisti esterni altamente specializzati. L’outsourcing è generalmente regolato da un contratto tra le due parti (outsourcer e outsourcee). Approfondiamo definizioni, ruoli ed opportunità grazie al supporto di un articolo letto su insidemarketing.it.

Marketing in outsourcing

Cosa significa quindi outsourcing? Per outsourcing si intende una pratica di organizzazione aziendale tramite la quale alcuni processi vengono affidati, completamente o parzialmente, all’esperienza e alla professionalità di terze parti.
Nel rapporto lavorativo esistono due attori:

  • l’outsourcer: la parte che fornisce i servizi;
  • l’outsourcee: la parte che richiede i servizi.

In genere l’outsourcer è una figura o società esterna all’azienda. Può capitare, però, che si scelga un referente interno, come per esempio un partner dello stesso gruppo aziendale o un esperto che già fa parte del team di lavoro.

Benefici dell’outsourcing

Secondo uno studio condotto da Indicom sono almeno 8 i motivi per cui un’azienda farebbe bene ad affidarsi all’outsourcing. Eccoli qui seguito.

Risparmio di tempo e soldi. Chi eroga servizi di outsourcing ha un alto grado di specializzazione e lavora rispettando i tempi. Richiedere l’intervento di un esperto in outsourcing evita all’azienda di dover assumere un professionista che si occupi del lavoro specifico.

Controllano sui costi. Grazie all’outsourcing diminuiscono i costi fissi e, di conseguenza, anche quelli variabili diventano più flessibili. In generale si nota una diminuzione dei costi operativi sul medio termine.

Aumento della produttività. Affidare uno o più processi ad un outsourcer ti permetterà di concentrarti su altre attività e ad essere più produttivo nel tuo lavoro.

Diminuzione dei rischi. I professionisti esperti, a cui l’azienda si affida in outsourcing, faranno tutto ciò che serve per l’azienda. Il rischio d’impresa, e di conseguenza il rischio di errori, diminuisce considerevolmente.

Più spazio alle innovazioni. Le aziende che svolgono lavori in outsourcing sono fornite delle tecnologie e le innovazioni più recenti. Grazie a questo l’outsourcee vedrà ottimizzazioni e innovazioni nei suoi processi aziendali coinvolti nel servizio.

Maggiore efficienza. La consapevolezza di aver affidato processi complessi ad un outsourcer permetterà all’azienda di essere più efficiente su ciò che essa svolge internamente.

Accesso più semplice alle tecnologie. Chi si occupa di outsourcing ha a disposizione le risorse per essere sempre aggiornato sulle tecnologie più recenti senza sentire eccessivamente il peso degli investimenti.

Focalizzazione sul core business. L’azienda che sceglie l’outsourcing esterno si focalizza con più attenzione sul suo core business.

Conoscevi le potenzialità dell’outsourcing? Se vuoi saperne di più non esitare a contattare il team Playmarketing. CLICCA QUI

 

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