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Il prodotto incentrato sul cliente: l’Inbound Marketing
30 Aprile 2024|Marketing Trend

Il prodotto incentrato sul cliente: l’Inbound Marketing

Il prodotto incentrato sul cliente: l’Inbound Marketing

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! Oggi parleremo dell’evoluzione che ha avuto il marketing negli ultimi anni, più nello specifico di un modo “moderno” di fare marketing: quello Inbound. Cos’è l’Inbound Marketing? E come ha modificato il comportamento delle aziende sul mercato? Scopriamolo insieme!

 

Cos’è l’Inbound Marketing?

Come prima cosa, è bene chiarire cosa sia sulla definizione di Inbound Marketing. Come accennato precedentemente, l’Inbound Marketing è un’evoluzione del modo di fare mercato che sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni. Sostanzialmente, si discosta dal “vecchio” metodo di Outbound Marketing perché, a differenza di quest’ultimo, non ha come “focus” centrale della vendita il prodotto (il “che cosa?”), ma la persona (il “chi?”). Non si crea più, in molte realtà, un prodotto di massa da proporre a chiunque nella stessa maniera. Ma si tende sempre più a realizzare prodotti su misura per ogni tipo di potenziale cliente, attraverso una produzione realizzata in base allo studio dei diversi segmenti interessati.

 

Come fare Inbound Marketing?

Dopo aver appurato che l’Inbound Marketing é una strategia più improntata alla persona, la domanda che può sorgere spontanea è: come ci si può orientare alle necessità dell’individuo con più efficacia? In altre parole, come lo si può conoscere meglio il nostro target? Una comunicazione periodica con il cliente può essere il modo giusto per conoscerlo sempre di più, e di captarne eventuali cambiamenti. In questo senso, creare un approccio sempre più umano con contenuti informativi e interessanti agevola l’interazione con chi sta dall’altra parte. 

 

Le quattro fasi dell’Inbound Marketing

Nello specifico, come si può essere efficaci nel creare un dialogo con la persona? Si distinguono in genere 4 fasi dell’Inbound Marketing. Andiamole ad analizzare: 

Attirare: l’utente viene attratto sulla nostra pagina attraverso la creazione da parte nostra di contenuti interessanti. Per essere efficaci in questa fase, occorre fare un utilizzo creativo dei nostri Social Network e, per quanto riguarda il web, avere dei buoni punteggi SEO nelle proprie pagine, cosicché l’utente estraneo abbia una possibilità maggiore di capitare sui nostri canali e diventare visitatore;

Convertire: è necessario, una volta attirato un visitatore sulle nostre pagine, renderlo un vero e proprio contatto. In questo senso, il modo più efficace è offrire contenuti “premium” in cambio del suo contatto tramite Call To Action accattivanti. Così da rendere il visitatore un vero e proprio lead.

Chiudere: dopo aver avuto il contatto, la strada dovrebbe essere in discesa. Sta a noi convincere il lead ad acquistare un nostro prodotto o servizio. Avendoci fornito i suoi dati, l’interesse che nutre nei nostri confronti non dovrebbe mancare!

Soddisfare: ultima, ma non per importanza, è la fase legata al “risultato del risultato”, ovvero far sì che il nostro cliente sia pienamente soddisfatto del proprio acquisto . Pensavate che, dopo aver venduto il nostro prodotto, avessimo completato il nostro lavoro. Ebbene, è importante, come detto nell’articolo precedente (link), non abbandonare il cliente e tenerlo in contatto con noi attraverso mail e newsletter informative periodiche. Chiedendogli, magari, di lasciare recensioni su di noi. Il cliente soddisfatto del nostro servizio si trasformerà così nel nostro fan numero uno e diverrà un nostro prezioso promotore!

 

Vuoi saperne di più? 

Ti interessa approfondire il tema dell’Inbound Marketing? Non esitare a contattare il team di playmarketing!

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Marketing digitale: tendenze e previsioni per il 2024
23 Gennaio 2024|Marketing Trend

Marketing digitale: tendenze e previsioni per il 2024

Marketing digitale: tendenze e previsioni per il 2024

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di giannivacca.it! Il tema che tratteremo riguarda le tendenze del 2024 nell’ambito del marketing digitale. Cosa cambierà nel nuovo anno? Quale approccio dovranno adottare le nostre imprese per restare al passo con i cambiamenti più importanti in questo ambito? Scopriamolo insieme.

 

Privacy è la parola d’ordine 

Partiamo col dire che nel 2024 non mancheranno le opportunità di crescita per le nostre aziende. Tuttavia, uno dei potenziali aspetti su cui occorre sin da subito porre l’accento è quello della privacy.

Solo apparentemente la tutela della privacy – sia dal punto di vista legale che sostanziale – potrebbe apparirti come un elemento sconnesso dalla crescita economica dell’impresa eppure, bene ribadirlo, le cose non stanno proprio così.

Infatti, potrai constatare tu stesso osservando con occhio “clinico” le tue abitudini di interazione con le imprese (acquisti, informazione, formazione, ecc…), il rispetto della tua privacy rappresenta ovvi più che mai un elemento altamente fidelizzante.

Ti basterà pensare come, secondo quanto riportato da Think with Google, solo il 3% dei consumatori sente di avere il controllo dei propri dati. Creare fiducia nell’utenza rappresenta quindi una chiave per far sì che il cliente si affezioni all’azienda consolidando il rapporto con essa.

 

Nuovi obiettivi nel 2024: l’importanza della flessibilità aziendale 

Kristell Rivaille, uno dei leader di Google ha condiviso il proprio pensiero a Think with Google ponendo l’attenzione verso condizione di anormalità in cui – a causa di una successione continua di crisi – ci siamo ritrovati negli ultimi anni.

È importante, per questo, che i team marketing delle imprese acquisiscano una maggiore agilità diventando sempre più flessibili al cambiamento e implementando le proprie abilità in azioni sempre più concentrate in tempi brevi.

Certo, questa tendenza non deve disincentivare le aziende a realizzare piani a lungo termine. Quello che intendiamo dire è che le imprese non dovranno più aspettarsi un percorso lineare nel raggiungimento dei propri obiettivi.

Ricorda: l’imprevisto sarà sempre (più spesso) dietro l’angolo. 

 

Intelligenza Artificiale, punti di forza e di debolezza 

Secondo Edina Baur, altra importante figura dell’universo viene citata da Think with Google sul tema dell’Intelligenza Artificiale, questa tecnologia ha, senza dubbio, avuto il merito di velocizzare varie operazioni che prima, per essere realizzate, richiedevano tempi più lunghi.

Tuttavia, vista la complessità di questo strumento occorre una seria riflessione per utilizzarlo al meglio. In questo senso Baur consiglia alcune operazioni:

  • L’impostazione di KPI (Key Performance Indicator) di riferimento. Sostanzialmente indici per rilevare l’andamento aziendale. Già importanti in precedenza, ma che con la velocizzazione dei processi grazie all’utilizzo dell’IA, risultano oggi fondamentali.
  • Trasparenza nel trattamento dei dati: le persone per fornire i propri dati hanno bisogno di sentirsi sicure.
  • La centralità della componente umana resta un elemento indispensabile per garantire la legalità nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (anche in relazione alle problematiche legate a copyright/diritto d’autore).

 

La sostenibilità richiede concretezza 

Anche Gerald Breatnach (Head of Strategic Insights di Google U.K.) ha espresso il proprio parere a Think with Google su uno degli argomenti topici degli ultimi anni: la sostenibilità.

Breatnach vede un’effettiva presa in carico del tema da parte di agenzie e team marketing. Molte importanti aziende, ad esempio, sono seriamente al lavoro per combattere le emissioni di anidride carbonica. Un impegno fino a qualche anno fa per nulla scontato.

 

 

Le sfaccettature del concetto di valore

Non possiamo che concludere questo blog citando Eren Kantarli, anch’egli importante figura di Google, che ha approfondito il tema del “valore“. Un concetto che, negli ultimi anni, ha avuto una vera e propria evoluzione. 

Il valore non viene più valutato solo dagli indici rappresentati da qualità, prezzo o servizio. Esso si sfaccetta anche in svariate connotazioni aggiuntive: valore per la sostenibilità, valore per l’esperienza e valore della condivisione dei dati, sono solo alcuni degli esempi che potremmo condividere. 

Il senso di responsabilità dei consumatori sta aumentando in modo costante e questo porta i team marketing a comprendere e ad adattarsi all’evoluzione in corso. Non che prezzi, offerte e simili, abbiano perso la loro importanza ma, al momento attuale, e ancor più nel 2024, l’etica e i valori di un marchio giocheranno un ruolo di rilievo da cui nessuna impresa potrà più prescindere.  

 

Per ulteriori informazioni sul marketing digitale

Sei titolare di un’azienda e ti interessa approfondire il tema del digital marketing? Vuoi essere supportato nei processi riguardanti il marketing digitale all’interno della tua impresa? Contattaci.

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Le 5 pubblicità di Natale più belle di sempre
26 Dicembre 2023|Marketing BasicMarketing TrendWeb Marketing

Le 5 pubblicità di Natale più belle di sempre

Le 5 pubblicità di Natale più belle di sempre

Benvenuti nel blog di Think1816!
Tra decorazioni natalizie, luci e alberi di Natale, in questi giorni si respira la classica atmosfera delle feste. Anche le pubblicità contribuiscono ad arricchire questo clima natalizio: per dimostrarlo, abbiamo selezionato 5 pubblicità di Natale molto famose!

Il jingle natalizio di Coca Cola

Una delle pubblicità di Natale più iconiche è quella lanciata da Coca Cola negli anni Ottanta (GUARDA QUI). Il suo punto di forza era sicuramente il jingle, diventato nel 1983 un vero e proprio tormenone: a cantarlo era un gruppo di ragazzi e ragazze che, muniti di candela, formavano un grande albero di Natale.
La melodia accattivante, il messaggio di pace e la dolcezza del video hanno reso questa pubblicità uno degli spot natalizi più riusciti di sempre.

Il trionfo del Pandoro Bauli con “Ba ba ba”

Anche questo spot di Bauli risale agli anni Ottanta ed è stato fondamentale per promuovere il pandoro in quel periodo (GUARDA QUI). All’epoca la canzone del signore al pianoforte e dei bambini intorno, una scena semplice e gioiosa al tempo stesso, veniva canticchiata spesso! Inoltre l’iconica confezione del pandoro Bauli, che di solito in mani ai bambini si trasforma in un elmo rudimentale, veniva già utilizzata al di là della sua funzione di scatola: come tamburo per accompagnare il pianoforte.

“Troooppo buona!”: la pubblicità di Natale dei Baci Perugina

Entriamo ora negli anni Novanta con uno spot di Baci Perugina che sicuramente molti di voi ricorderanno (GUARDA QUI): protagonista della pubblicità era una bambina che decideva quanti cioccolatini donare ai membri della sua famiglia, valutandoli secondo il loro “livello di bontà”. Ovviamente alla fine la persona più buona di tutte era proprio lei!

For gifts you can’t wait to give: la pubblicità di Natale di John Lewis

Facciamo un salto in avanti nel tempo per arrivare al 2011, quando la catena di grandi magazzini inglese John Lewis lanciò uno spot natalizio che fu diffuso prima online e solo successivamente in tv (GUARDA QUI). Il video, che commosse migliaia di spettatori, offrì un finale sorprendentemente tenero, che ancora oggi lo distingue dalle “solite” pubblicità di Natale.

Ma questo spot divenne virale anche per altri motivi, legati alla canzone scelta: una cover di Slow Moving Millie di “Please, please, let me get what I want” degli Smiths, scritta per criticare i costumi e le ipocrisie della classe borghese inglese. Probabilmente poteva essere fatta una scelta diversa, da parte di una catena di negozi che invita proprio all’acquisto di prodotti. La controversia comunque portò questo spot ad avere ulteriori visualizzazioni e ad essere diffuso ancora di più.

Nessuno rimane solo a Natale: lo spot di EDEKA

La catena di supermercati tedesca EDEKA ha realizzato nel 2015 uno spot natalizio che potrebbe essere ricordato da molti, dato che è stato ampiamente condiviso su tutti i social media (GUARDA QUI). La storia presenta un anziano signore che vive in solitudine, lontano dai suoi affetti più cari. Natale si prospetta un giorno triste per lui, dato che figli e nipoti lo informano con dei messaggi in segreteria che non potranno venire a trovarlo il 25 dicembre.

La situazione raggiunge l’apice proprio la mattina di Natale, quando i familiari vengono avvisati che l’uomo non c’è più. In preda allo sconforto, cercano disperatamente di raggiungere la sua casa per potergli almeno dare l’ultimo saluto. Tuttavia, il colpo di scena avviene nel momento in cui, una volta arrivati, scoprono che la casa non ospita un funerale, ma una tavola natalizia accuratamente apparecchiata.
Tra la perplessità dei familiari, il protagonista dello spot fa il suo ingresso, ancora vivo e vegeto, chiedendo con un sorriso: “In che altro modo avrei potuto portarvi tutti qui da me?”

La pubblicità di Natale di Edeka è sì uno spot pubblicitario, ma anche una storia capace di commuovere: questo è il suo punto di forza.

Quante di queste pubblicità ricordavi? Secondo te funzionerebbero ancora oggi?
Resta al passo coi tempi con Think1816: contattaci e creiamo insieme il prossimo “cult” pubblicitario!

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4 vantaggi di una strategia di video marketing
12 Dicembre 2023|Marketing BasicMarketing TrendWeb Marketing

4 vantaggi di una strategia di video marketing

4 vantaggi di una strategia di video marketing

Benvenuti nel blog di pLAYmARKETING!
L’articolo di oggi interesserà soprattutto a coloro che hanno già sentito parlare di video marketing ma vorrebbero capirne un po’ di più, soprattutto sui vantaggi che porta ad una strategia di comunicazione che vuole essere al passo coi tempi.

Cos’è una strategia di video marketing?

Come suggerisce il nome, una strategia di video marketing è un piano di comunicazione che sfrutta il potere mediatico dei video per raggiungere gli obiettivi di marketing di un’azienda. Una strategia di video marketing ben studiata non sfrutta solo i canali tradizionali, come la televisione, ma anche i più moderni: Youtube, social media e altre piattaforme online. Questa integrazione garantisce il raggiungimento di una più larga fetta di pubblico.

Perché è importante avere una strategia di video marketing?

Questi sono solo quattro tra i motivi principali per studiare una strategia di video marketing efficace:

  1. Se un’immagine vale più di mille parole, un video è ancora più coinvolgente!
    Il cervello umano è programmato per elaborare gli input visiti 60.000 volte più in fretta di un testo. È fisiologico, quindi, che i video siano in grado di catturare maggiormente l’attenzione del pubblico, il quale tende a distrarsi di meno durante la visione.
  2. I video raccontano la storia di un prodotto o di un’azienda in modo coinvolgente. Una narrazione video aiuta un brand a connettersi più facilmente con le persone.
  3. I video sono ottimi strumenti per generare lead: non solo istruiscono il pubblico sul prodotto pubblicizzato, ma spingono le persone a contattare il brand per avere più informazioni sul bene/servizio.
  4. Scontato ma non banale, una strategia di video marketing è fondamentale per aumentare le vendite di un prodotto. Avere la possibilità di vedere l’articolo in funzione spinge il target di riferimento ad acquistarlo.

Scopri come il video marketing può aiutare la tua azienda e inizia ora ad impostare la tua strategia!

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Come sfruttare al meglio la tua strategia video
28 Novembre 2023|Marketing BasicMarketing TrendWeb Marketing

Come sfruttare al meglio la tua strategia video

Come sfruttare al meglio la tua strategia video

Eccoci sul blog di pLAYmARKETING con un nuovo appuntamento, in cui consiglieremo come migliorare la propria strategia video sfruttando non solo la TV tradizionale, ma anche piattaforme digitali come Youtube. Spunto del contenuto di oggi è un articolo di Think with Google.

Perché è importante studiare una strategia video fuori dalla TV?

I servizi di streaming erano già in ascesa, ma la recente pandemia ha accelerato questa evoluzione. Ormai è chiaro: gli utenti trascorrono sempre più tempo a guardare video digitali, mentre la televisione sta diventando un medium di secondo piano.

Anche le abitudini degli italiani sono cambiate radicalmente: addirittura, in Italia il consumo di video tramite streaming corrisponde al 50%, un dato impossibile da ignorare. Per questo motivo Youtube e le altre piattaforme non possono più avere un ruolo solamente marginale: è necessario studiare strategie video complementari tra digital e televisione.

La strategia video performa meglio se è integrata

È impensabile studiare una campagna di marketing video sfruttando solamente la televisione: questo mezzo perde sempre più influenza, non solamente tra i più giovani ma anche tra le generazioni più mature. Per raggiungere una copertura soddisfacente, è necessario pensare ad una strategia che integri televisione e video digitale.

Quando si vuole raggiungere il maggior numero possibile di persone, è impossibile ignorare Youtube: questa piattaforma raggiunge 36 milioni di utenti in Italia ogni mese. Consapevoli del fatto che il proprio pubblico è sempre più connesso, i brand non investono solamente nella TV ma creano video pensati appositamente per Youtube, sfruttando strumenti come bumper e TrueView for reach.

Copertura più alta, costi più bassi

Un altro aspetto molto positivo di una strategia basata sui video digitali è il costo ridotto dell’investimento rispetto a quello per una pubblicità in TV. Costo ridotto che corrisponde ad un pubblico più in linea con il proprio prodotto/servizio, senza sprechi di denaro!

Attraverso il machine learning, Youtube permette di ottenere una reach più ampia al minor costo possibile: impensabile, per la televisione. Gli inserzionisti hanno il potere di posizionare i propri annunci sui canali più visti di Youtube Italia, con la sicurezza di raggiungere utenti interessati.

Un pubblico sempre più ampio, a cominciare dall’età

Per anni si è detto che Youtube e simili sono fruiti quasi solo da giovani e giovanissimi, mentre invece la televisione è ancora molto importante per i più “maturi”. Questo discorso però ha sempre meno senso: le campagne digital lanciate negli ultimi anni dalle aziende dimostrano che i comportamenti delle persone fuori dalla televisione stanno cambiando e gli utenti si spostano sempre di più verso il digitale. Insomma, anche il pubblico più maturo non è più così affezionato esclusivamente alla televisione.

Per concludere, è fondamentale che una strategia video sfrutti al meglio sia la TV che il digitale e Youtube, in modo da raggiungere un pubblico appassionato.

Sei consapevole dei vantaggi di una strategia video integrata? Contattaci per affidarti al nostro team di professionisti!

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