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Metaverso e marketing
10 Marzo 2022|Marketing TrendVirtual Reality

Metaverso e marketing

Metaverso e marketing

Questa settimana sul blog di Playmarketing affrontiamo un topic particolare, tanto interessante quanto, per molti aspetti, ancora misterioso. Di cosa stiamo parlando? Ma del metaverso, ovviamente.

Gli esperti del digitale ne parlano continuamente, le aziende big tech cercano di accaparrarsi un posto in questo “mondo fittizio” – questa è la definizione che ne dà Google. Tutti noi abbiamo discusso del metaverso almeno una volta, ma sappiamo davvero cos’è? Di cosa si tratta, perché è così appetibile? E perché, invece, alcuni lo temono?

La questione è avvincente e spinosa allo stesso tempo; noi del team Playmarketing cercheremo di spiegare le caratteristiche più importanti dell’argomento. A supportaci un interessantissimo articolo pubblicato su nytimes.com.

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Cos’è il Metaverso?

Il metaverso non esiste ancora. Ma allora come si spiega l’hype e l’eccitazione che questa realtà fittizia ha saputo creare intorno a sé?

Se provi a cercare la parola metaverso su Google otterrai circa 51 milioni di risultati – in cui è possibile leggere di tutto, addirittura di investimenti economici sostenuti da alcuni governi. Stiamo parlando di qualcosa di virtuale e di inesistente, ma sulla quale le aziende più importanti del mondo e alcune potenze mondiali stanno già scommettendo.

Nel metaverso parte della nostra vita si svolgerà in un mondo virtuale, in cui potremo lavorare, acquistare e socializzare come degli avatar digitali – proprio come nei videogiochi.

Nonostante le nostre vite siano sempre più indissolubilmente legate ad Internet e ai social, il metaverso è una sfida (ancora) troppo complicata. Le tecnologie per sostenerlo non sono ancora mature e ci sono molti problemi legati alle leggi, alla privacy, agli standard sulla governance. Secondo Mark Zuckerberg il metaverso non si realizzerà prima del 2026.

(Come cambierà il mondo digitale nei prossimi anni? Leggi qui. )

La definizione

Il termine metaverso è stato coniato all’inizio degli anni ’90 da autori ed esperti di tecnologia. Essi sostenevano che, ad un certo punto, le nostre vite virtuali avrebbero avuto lo stesso peso di quelle “fisiche”. Non si può dire che gli ultimi decenni abbiano dato torto a questa teoria. All’inizio ci hanno pensato i videogiochi in cui vivere una “seconda vita” digitale, poi sono arrivati i social network, successivamente film come Ready Player One. La pandemia ha accelerato i processi di digitalizzazione in qualsiasi settore: dal lavoro alla scuola, dall’intrattenimento alla socializzazione, ecc. E all’improvviso, secondo Nick Bostrom, filosofo e docente ad Oxford, quelle che sembravano teorie strampalate hanno acquistato un senso.

Visto nell’ottica del prodotto il metaverso non esiste, eppure se ne parla ossessivamente. Da qui la domanda sorge spontanea: e se si trattasse solo di marketing?

Aziende come Facebook, Apple, Microsoft hanno iniziato la corsa per stare al passo col metaverso e, possibilmente, prendersi i meriti più grandi per il suo lancio. Tra tutte le big tech, però, va fatta una menzione a Facebook, che ha clamorosamente modificato il nome della società in Meta: mossa di marketing o coincidenza? Secondo Matthew Ball, esperto del metaverso, non si tratta di marketing, ma piuttosto di un forte segnale lanciato dall’azienda di Zuckerberg.

Insomma, tutti vogliono “un pezzo” di metaverso e questo fa comprendere quale sia il suo potenziale sociale, sperimentale, di intrattenimento ma, soprattutto, di profitto.

Metaverso: come cambierà il marketing?

Sebbene il metaverso non diventerà concreto prima di qualche anno, quello che è certo è che le nostre esistenze avranno un futuro digitale sempre più coinvolgente. Molto è dovuto ai progressi che riguarderanno l’Intelligenza Artificiale e la computer grafica.

Tuttavia la questione più seria legata al metaverso è un’altra: gli standard sui quali si baserà questa trasformazione digitale. Abbiamo appreso quali possono essere i pericoli sulla sicurezza dei dati, sulla privacy, sui rischi del digitale per la salute mentale, sulla disinformazione, sulla radicalizzazione di idee pericolose.

Il metaverso ha bisogno di una regolamentazione seria, ha affermato Ball, o le conseguenze sulla condizione umana potrebbero essere devastanti. Lo stesso Ball, d’altronde, riflette sul fatto che le aziende dominanti nel digitale hanno sempre fatto la loro parte nei processi di cambiamento. E se le aziende possono riuscirci,vuol dire che gli utenti – ossia tutti noi – possono essere una parte cruciale per influenzare il cambiamento.

 

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Chi Sono
Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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