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Che cos’è il web 3.0?
23 Dicembre 2021|Marketing Trend

Che cos’è il web 3.0?

Che cos’è il web 3.0?

Oggi sul blog di Playmarketing ci occupiamo dell’avvento del Web 3.0, un nuovo modo di intendere Internet, la rete, le interazioni e la circolazione dell’informazione.

L’introduzione e l’innovazione di tecnologie come le criptovalute, gli NFT, il metaverso sono il segnale dell’inizio di una nuova era per Internet (Facebook cambia nome: leggi QUI) – possibilmente una transizione verso un ambiente digitale più trasparente e meno invadente della privacy degli utenti. Non è un mistero il fatto che, ad oggi, ci siano poche compagnie big tech che controllino praticamente tutto (Google, Facebook sono solo alcuni esempi) e che e possiedono (letteralmente) la presenza digitale di ognuno di noi utenti del web. Il Web 3.0 ha come obiettivo la fine dell’accentramento del controllo dei dati e dei sistemi nelle mani di pochi colossi, la fine della violazione della privacy e dello sfruttamento dei dati sensibili. Scopriamo di più grazie al supporto di un interessante e completo articolo pubblicato su interestingengineering.com.

Come nasce il concetto di Web 3.0?

È il 1999 quando Tim Berners-Lee introduce per la prima volta il concetto di “web semantico”. L’idea di Berners-Lee era che la versione di Internet che oggi conosciamo sarebbe stata gestita principalmente da “entità intelligenti” o macchine in grado di elaborare i contenuti in modo simile all’uomo.

Ebbene, il Web 3.0 potrebbe non essere esattamente come lo immaginava il sopracitato scienziato, ma sicuramente un ritorno all’idea originaria che egli aveva del World Wide Web. L’idea consisteva in uno spazio libero, aperto, universale, senza sovrastrutture – insomma, un concetto decisamente lontano da quella che è la Rete oggi.

Senza dubbio Internet ha vissuto cambiamenti e trasformazioni nei suoi oltre 30 anni di vita. Ripercorriamoli brevemente e cerchiamo di capire cosa potrà essere l’Internet del futuro, ovvero il Web 3.0.

Il Web 1.0: l’era della sola lettura

Quando Internet è nato, nel 1989, era uno strumento utilizzato dagli utenti per la sola lettura. In origine il web era un luogo digitale dove poter leggere pagine informative e notizie. I siti esistenti non erano interattivi come ora e, sorprendentemente, non esistevano i banner pubblicitari.

Il Web 2.0

È nel 1999 che si registra un deciso cambio di rotta per Internet: da strumento di sola lettura esso diventa un luogo in cui creare contenuti e permettere agli utenti di interagire tra loro. Nascono le pubblicità digitali, i blog, i social network.

Si può dire che il lancio del primo Iphone, nel 2007, ha dato il via all’utilizzo di Internet sugli smartphone: è grazie al prodotto di punta di Apple che il modo di intendere Internet è cambiato. Ora il nostro approccio alla rete è di totale dipendenza: abbiamo bisogno di essere costantemente connessi tra di noi, scambiarci messaggi tramite app di messaggistica istantanea, tenerci aggiornati su ciò che succede nel mondo in tempo reale.

Ma Web 2.0 non significa solo aggiungere informazioni sul Web. Ha significato (e significa ancora) che la rete è in grado di prendere informazioni da noi: i siti internet e i servizi installati sui nostri dispositivi personali tracciano la nostra posizione geografica, le nostre preferenze di acquisto, le transazioni finanziare, ecc.

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Web 3.0: Bene o male?

Accanto ai lati positivi, quindi, ce ne sono senza dubbio anche di negativi (e non di poco conto): il cyberbullismo, il furto di identità, lo stalking online, la diffusione di fake news. C’è da dire, in aggiunta, che tutte le nostre “mosse” online sono controllate da alcuni giganti del settore, le aziende big tech che controllano la maggior parte dei servizi Internet che utilizziamo quotidianamente: Google, Facebook, Microsoft, Amazon. Gli utenti “regalano” a queste aziende i loro dati sensibili e da essi questi colossi guadagnano miliardi di dollari. Non sono mancate le prese di coscienza delle persone verso queste pratiche: Facebook, ad esempio, è spesso al centro di scandali sull’utilizzo dei dati degli utenti, sulla diffusione di odio e disinformazione sulle sue piattaforme.

Queste ed altre questioni portano molti esperti di tecnologia a vedere il Web 3.0 come un ritorno alle origini di Internet: un luogo più sicuro che non perderà la sua enorme utilità.

L’Internet di domani

La dicitura Web 3.0 è stata coniata da John Markoff, giornalista del New York Times, nel “lontano” 2006. Markoff immaginava un ritorno alle idee di Berners–Lee, uno spazio digitale meno controllato e vincolato rispetto a quello esistente al momento.

I grandi protagonisti dell’era del Web 3.0 saranno l’edge computing, l’Intelligenza Artificiale e altre innovazioni di altissimi livelli tecnologici. Secondo gli esperti ci vorrà del tempo per effettuare il passaggio dal Web 2.0 all’era 3.0, ma ecco una breve panoramica di cosa potrebbe essere Internet in un prossimo futuro.

  • Nel Web 3.0 i dati degli utenti che navigano sul web verranno archiviati su reti cloud decentralizzate; di conseguenza lo strapotere di giganti come Google, Amazon e Microsoft verrà fortemente ridimensionato. Nonostante le buone intenzioni, la creazione di sistemi di immagazzinamento dati così potente sarà complicata da realizzare.
  • Nell’era del Web 3.0 gli utenti possiederanno un’identità univoca che gli permetterà di accedere ai servizi online, ma anche ai propri dati personali senza la mediazione di terzi (ad es. piattaforme fornitrici). Internet sarà gratuito ovunque e ognuno sarà proprietario dei suoi dati digitali.
  • La ricerca di informazioni online funzionerà diversamente da come la conosciamo oggi. Grazie al potenziamento di Internet con l’AI, i motori di ricerca affineranno ancora di più le search in base alle nostre esigenze, preferenze e gusti. Ciò significa che gli algoritmi sapranno ancora di più sulle nostre abitudini.
  • Il Web 3.0 aprirà le porte agli ambienti in 3D: potremo visitare luoghi storici, giocare ai videogame o provarci i vestiti grazie alla Realtà Virtuale. Potremmo anche trascorrere del tempo in un metaverso 3D immersivo.

I tempi non sono ancora maturi per un passaggio al Web 3.0 e i motivi sono diversi. Innanzitutto esso avrà bisogno di infrastrutture complesse per funzionare – alcune aziende sono già a lavoro su vari progetti. E le big tech? Amazon, Google, Facebook e le altre non rimarranno sicuramente a guardare il loro impero crollare senza correre ai ripari.

Insomma, il futuro di Internet ci riserverà sicuramente tante sorprese. Noi di Playmarketing continueremo a monitorare questi cambiamenti: continua a seguire il nostro blog per rimanere aggiornato!

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