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In che modo il COVID ha cambiato il processo di acquisto
29 Gennaio 2021|Marketing Trend

In che modo il COVID ha cambiato il processo di acquisto

In che modo il COVID ha cambiato il processo di acquisto

Nell’ articolo del blog di Playmarketing di questa settimana approfondiamo un argomento molto importante per le aziende: quanto è cambiato il processo di acquisto dal diffondersi della pandemia da Coronavirus e cosa si può fare per venire incontro ai consumatori, offrendo loro un servizio unico. Per farlo ci serviamo del supporto di un articolo letto su thinkwithgoogle.com.

Le abitudini ed i processi decisionali dietro ad un acquisto sono diventati ancora più complicati da quando la pandemia è arrivata ed ha cambiato la nostra quotidianità. Le persone trascorrono molto più tempo online e sono bombardate da tantissimi input: dall’acquisto di beni ai pagamenti digitali passando per l’utilizzo di strumenti come le videochiamate.

In questo periodo così incerto è diventato ancora più complesso capire cosa si cela dietro i processi di acquisto e ciò che pensano i consumatori: mentre alcuni acquistano velocemente per paura di rimanere senza il prodotto che desiderano, altri valutano più a lungo l’acquisto di un bene chiedendosi se, in momenti di crisi come quello che viviamo, sia davvero necessario.

In questo complesso scenario, chi davvero dimostra di avere una marcia in più è quel marchio che è in grado di dare assistenza e accompagnare il cliente all’acquisto, fornendogli spiegazioni e opzioni. I brand devono dimostrarsi sensibili, empatici e veloci a rispondere a richieste ed esigenze dei consumatori, fornendo riscontri concreti e un customer service efficiente.

 

Di seguito, ecco alcuni bias comportamentali che influenzano il comportamento dei consumatori e qualche consiglio per aiutare i clienti.

  1. La prova sociale è fondamentale. I consumatori ripongono molta fiducia nella prova sociale, perché vedono che altre persone beneficiano di un prodotto/servizio e tendono a fidarsi dell’esperienza fatta in prima persona. Per questo motivo, i brand dovrebbero includere strategie che utilizzano la riprova sociale e venire incontro ai consumatori.
  2. Consolidare la propria autorità. Così come le persone cercano rassicurazioni in campo medico da esperti e scienziati, allo stesso modo i brand devono affidarsi ad esperti del proprio settore di mercato per mantenere la propria credibilità – credibilità che dona autorità e dà sicurezza ai consumatori.
  3. Rivedere in concetto di “gratuito”. Ammettiamolo, tutti sono felici e bendisposti di ricevere omaggi dal proprio brand preferito, di approfittare di offerte come “acquisti 1 pezzo, 1 è gratis”, di spedizioni gratuite – specialmente in questo periodo. Tuttavia è bene che i marchi rivedano la politica e i costi dietro il concetto di gratuità: ciò è possibile rivedendo i costi dei prodotti/servizi che vendono e adattarli alle esigenze dei clienti, ad esempio.
  4. Attenzione al concetto di “scarsità”. Chi avrebbe mai detto che in una società come la nostra avremmo sperimentato la scarsità di un prodotto? Ebbene, durante la pandemia prodotti di prima necessità come la farina o la carta igienica sono stati letteralmente presi d’assalto dai consumatori, preoccupati di restare senza in previsione di tante settimane di lockdown. Bisogna quindi che i brand, ma anche chi si occupa di comunicazione, siano più attenti a gestire la scarsità dei prodotti e spingere all’acquisto solo quando i consumatori ne hanno bisogno; allo stesso tempo, bisognerebbe evitare di assillare i consumatori di pubblicità e input nel bel mezzo di una crisi.

 

Cosa ne pensi di questo articolo? Contatta il team Playmarketing e raccontaci la tua opinione.

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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