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Come il Covid-19 cambia le abitudini media
15 Maggio 2020|Marketing Trend

Come il Covid-19 cambia le abitudini media

Come il Covid-19 cambia le abitudini media

In che modo il Covid-19 cambia le abitudini nell’utilizzo dei media, mentre trascorriamo lunghe giornate a casa? La causa naturale del lockdown è stato un cambiamento progressivo delle nostre abitudini circa il consumo dei prodotti media: è di questo che parliamo oggi sul blog di Playmarketing, servendoci del supporti di un interessante articolo pubblicato su weforum.org e delle utilissime infografiche di visualcapitalism.com

I numeri registrati dal consumo dei contenuti multimediali in questi mesi di quarantena sono veramente da record. Il tempo che prima trascorrevamo tra lavoro, palestra, amici e uscite all’aria aperta ora si riduce a stare chiusi in casa sul divano, annoiati.

Global Web Index ha condotto un interessantissimo sondaggio, intervistando 4.000 utenti tra USA e Regno Unito chiedendo loro di che tipo di contenuti avessero usufruito durante la quarantena. La ricerca è stata condotta tra intervistati di tutte le età: ci sono i rappresentanti della Generazione Z (i giovanissimi tra gli 8 e i 23 anni), i millennials (25-39 anni), quelli della Generazione X (40-54 anni) e i cosiddetti boomer (55-75 anni). I risultati sono interessanti e fotografano quanto il consumo e le abitudini media siano cambiati. Scopriamoli insieme.

  • La Generazione Z ha registrato un consumo alto di video online; segue a ruota la TV online/streaming.
  • I millennials, invece, hanno usufruito per la maggior parte di video online e tv in streaming. Una buona percentuale se la aggiudicano anche lo streaming di musica online e i videogames.
  • La generazione X è stata quella che ha guardato più tv, sia classica che in streaming.
  • I boomer, infine, sembra abbiano mantenuto le loro abitudini più di tutte le altre categorie: la tv è la più amata tra la fascia che va dai 55 ai 75 anni.

Media consumption 1/2

Media consumption 2/2

Per quanto riguarda le ricerche online e le attività su internet, ecco le più effettuate:

  • Ricerca di news sul COVID-19
  • Ascolto di musica
  • Ricerca e visione di film e show
  • Videogiochi
  • Ricerca di ricette culinarie.

Le ricerche con la percentuale più bassa, invece, riguardano:

  • Video di esperti/livestream
  • Ricerca di vacanze

Solo il 5% tra tutti gli intervistati dichiara di cercare di trascorrere su internet il meno tempo possibile.

internet activity

 

Una breve ma importante parentesi va dedicata alla ricerca di notizie sul Coronavirus. Ciò che emerge dall’indagine è che il sito dell’OMS è considerato quello più autorevole, nonché il più visitato dagli utenti che ricercano news ufficiali. Questo dato, però, varia a seconda del luogo: ad esempio, gli utenti del Regno Unito risultano più propensi a visitare il sito del governo e a leggere lì notizie certe.

Ciò che emerge dall’indagine è che il 61% visita il sito dell’OMS, il 45% i siti governativi, il 44% email e newsletter diffuse dai governi, il 39% si rivolge alle autorità sanitarie e così via. In fondo alla lista delle fonti di notizie certe secondo gli utenti troviamo i video sui siti (12%) e i podcast (10%).

web sources

 

Ultimo dato: tante persone, durante questa quarantena, hanno deciso di abbonarsi a servizi online – siano essi di streaming, di news, di musica, eccetera. Le piattaforme con più abbonamenti sono state Netflix (30%) e Disney + (20%).

I numeri appena letti sono veramente incredibili e ci danno la misura di quanto, oramai, la nostra vita e le nostre giornate siano scandite dall’utilizzo della tecnologia e di internet. Cosa ne pensi di questo articolo? Ti ritrovi nelle percentuali del sondaggio? Facci sapere la tua opinione, contatta il team Playmarketing!

 

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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