CARICAMENTO

Seguimi

GRUPPI DI ACQUISTO ONLINE: A CHI CONVIENE?
1 Aprile 2013|Marketing Trend

GRUPPI DI ACQUISTO ONLINE: A CHI CONVIENE?

Qualche settimana fà ha fatto notizia il licenziamento dell’AD di GroupON, Il motivo era semplice quanto eclatante: solo 1 su 3 aziende che si affidano a questo portale hanno riscontrato dei veri vantaggi economici. Significa che per 3/4 dei clienti aver creato un’offerta su questo portale dedicato ai “coupon” si è rivelata una perdita.

E’ per questo che ho ritenuto di scrivere un breve approfondimento sul tema.

In effetti con il proliferare dei social network l’arte di fare acquisti si è adeguata ai tempi, così come il modo per trovare clienti. E-commerce come lo si conosceva prima è ormai superato, anzi affinato. Adesso sul web non ci si limita più a fare amicizia scambiarsi opinioni, ma si fa ‘social shopping ovvero shopping attraverso gruppi d’acquisto (tra i più famosi Groupon, Letsbonus, Tuangon e Groupitalia), tutto gestito da un sito internet e tutto rigorosamente online dall’accesso al pagamento, attraverso una vera e propria community, dove di ‘comune’ c’è l’interesse per un viaggio, un abito, un servizio, uno smartphone.

 

Ma come funzionano?

Questi siti web consentono, dopo opportuna iscrizione alla loro newsletter, di ricevere quotidianamente via e-mail comunicazioni inerenti a offerte speciali di attività commerciali, presenti nella città di interesse dell’utente. Le offerte di prodotti o servizi hanno tempo limitato per l’acquisto e presentano sconti fino al 70% rispetto al prezzo di listino applicato normalmente dal merchant. L’utente interessato può scegliere di utilizzare il ‘deal’ in offerta registrandosi al sito e pagando con carta di credito. Alla fine della transizione l’utente riceverà un coupon che potrà essere utilizzato di norma entro sei mesi dalla sua emissione.

 

Quale principio alla base del social shopping?

Alla base del social shopping vige il principio ‘l’unione fa la forza’: se più persone hanno l’interesse per lo stesso oggetto o servizio, grazie ai gruppi di acquisto possono presentare al venditore un unico complessivo ordine che determina uno sconto di quantità. Per esempio, se nello stesso weekend tante persone scelgono lo stesso hotel, il gestore può permettersi di offrire le stanze sottocosto perché frutta interamente la struttura e in tal modo rientra nelle spese. Al termine del servizio, il compenso che il merchant riceverà sarà la metà di quello che il cliente paga per il Coupon: per esempio un soggiorno che come prezzo di listino costa 490 euro viene offerto 159 euro che saranno equamente divisi tra sito ed esercente.

Le offerte inoltre sono suddivise per categorie merceologiche e filtrate per aree geografiche in modo che il commerciante potrà incrementare la propria visibilità e potenziare il proprio brand raggiungendo un target sicuramente generalizzato, ma molto ampio, e fidelizzando nuovi clienti.

 

È tutto oro quello che luccica?

In gran parte si, come dimostra il numero di clienti soddisfatti che hanno fatto dello shopping di gruppo un vero e proprio ‘stile di vita’. Tuttavia comincia a crescere di pari passo anche il numero di clienti che lamentano carenze, servizi non conformi alle offerte proposte, non tanto per quanto riguarda le piattaforme di acquisto social quanto piuttosto per le aziende promotrici.

Come rivela Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente http://www.adiconsum.it/) nel caso di gruppi di acquisto online sono numerose le problematiche che gli utenti incontrano: innanzi tutto è impossibile godere del servizio quando si vuole e mancano standard qualitativi sui servizi proposti. Per esempio al ristorante mancano alcune portate rispetto a quelle previste nell’offerta in newsletter o le porzioni sono inferiori rispetto ai menù alla carta, la stanza dell’hotel è la peggiore, il taglio di capelli è affidato al personale meno esperto e così via. L’utente si sente così di ‘serie B’ e per di più è difficile parlare con il servizio clienti e manca la possibilità di lasciare commenti relativi servizi erogati, come accade su Booking.com o TripAdvisor.it che consentono di inserire una recensione e un voto per ogni struttura prenotata. Tanto meno è possibile per gli utenti poter ricevere rimborsi perché i coupon si pagano sempre con carta di credito e dunque il ritardo o la mancata restituzione dei soldi viene scaricata dai gruppi di acquisto sui circuiti di pagamento.

Non solo. Non esiste alcuna profilazione del target per cui può capitare che un uomo riceverà comunicazioni pubblicitarie per una intera settimana con proposte di trattamenti mani/unghie presso centri estetici femminili e una donna sotto i vent’anni riceva proposte di trattamenti antirughe!

Evidentemente l’interesse della piattaforma è di tutelare i rivenditori di servizi e prodotti e quindi una cattiva pubblicità derivante da commenti di fruitori del sito sarebbe un elemento di rottura e di mancato guadagno reciproco! E il cliente?

 

Serve maggiore trasparenza!

Sicuramente occorre garantire maggior sicurezza durante le fasi d’acquisto e assicurare maggiore efficienza lato cliente, naturalmente senza dimenticare importanza che oggi social shopping rivestono nel nostro Paese e sui vantaggi, evidenti in termini di sconto, che solo i gruppi di acquisto riescono a ottenere!

Stai pensando di affidarti a questo canale per spingere la tua promozione? Vero, conta pure sull’incremento della visibilità della tua azienda con i social shopping, tuttavia… come hai pensato di fidelizzare i nuovi clienti?

Se vuoi saperne di più, contatta qui Gianni Vacca

Nessun commento
Condividi
Chi Sono
Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
Iscriviti alla Newsletter


Consenso Privacy

This message is only visible to admins.

Problem displaying Facebook posts.
Click to show error

Error: Server configuration issue