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PERCHE’ UN TEAM NON FUNZIONA?
28 Agosto 2011|Non solo Marketing

PERCHE’ UN TEAM NON FUNZIONA?

Questo topic è un pò diverso dagli altri. Un pò come quello su “scrivi chiaro“, rientra tra gli argomenti che mi piace condividere e che sono ANCHE di marketing. Ma non solo… questo topic è dedicato a tutti quelli tra voi che devono gestire un team. O per chi c’è dentro e vorrebbe viverlo meglio.

Ma è cambiato qualcosa in questo blog? No, infatti c’è un nesso in tutto questo: saper trovare clienti e poi perderli perchè il team che li gestisce è scadente, è un pessimo modo di investire i soldi nel marketing. Soprattutto se fate bene marketing e ottenete buoni risultati, con un team poco professionale avrete più danni che vantaggi. Come farti del male da solo!

Con queste premesse, volevo passarti una piccola recensione su un libro illuminante: il libro è “The Five Dysfunctions of a Team” scritto da Patrick Lencioni. E’ un “classico”, scritto sotto forma di una “favola sulla leadership”. Mi ha sempre ispirato, e lo ritengo ancora oggi intelligente e utile per chi deve gestire delle persone e “far funzionare” una squadra.

Il libro, è la storia di un’azienda tecnologica che combatte nel mercato per trovare clienti.  Il nuovo Amministratore delegato sa di avere a disposizione prodotti innovativi e grandi talenti, tuttavia il suo team di manager non lavorano assieme come gruppo, cancellando così i vantaggi sia di prodotto innovativo che di personale talentuoso.

Il team si trova a dibattere sulla loro situazione ed è incapace di arrivare a degli accordi che permettano di risolvere la situazione. In questo modo, il gruppo entra in una strana dinamica, in cui si rinfaccia i problemi, si accusa a vicenda, nessuno vuole accettare delle responsabilità, le deadline (scadenze!) sono puntualmente mancate e quindi il morale finisce sotto i tacchi.

In questo modo il team di manager dell’azienda è incapace di prendere decisioni importanti e quindi l’azienda inizia a perdere la propria battaglia per conquistare fette di mercato….

” Se ottieni di avere tutte le persone che remano in una direzione, allora puoi dominare qualsiasi processo industriale, qualsiasi mercato, qualsiasi concorrente, in ogni momento.“

Per ottenere un gruppo allineato e che rema nella medesima direzione, hai bisogno di leader che sappiano gestire le seguenti “5 disfunzioni del team”: 


Disfunzione 1: Assenza di fiducia.

La prima disfunzione è l’assenza di fiducia tra i membri del gruppo. Il tipo di fiducia di cui parla l’autore, in questo caso, è l’abilità delle persone di mostrare le proprie debolezze, di essere vulnerabili e aperti gli uni verso gli altri. La fiducia non si genera mai in team dove le persone non sono preparate ad essere vulnerabili. Invece in molti casi sentono di dover essere perfetti, forti e competenti, così tanto da non essere capaci di essere vulnerabili e aperti tra loro.

La fiducia all’interno di un gruppo, quindi, richiede la sicurezza nelle intenzioni di ognuno. Intenzioni che sono positive e che non richiedono la necessità di proteggersi dagli altri, mettendo ogni membro del team sulla difensiva. E in questo tipo di gruppo, se io dovessi dimostrarmi vulnerabile, questo non verrà usato contro di me dagli altri.

Al contrario, l’assenza di fiducia in un gruppo è un’incredibile spreco di tempo e energia, in quanto le persone utilizzano il loro tempo ed energia per comportamenti “difensivi”; si rifiutano di chiedere aiuto e quindi di assistersi a vicenda.

C’è un modo per capire quando viene meno la fiducia in un team: non ci si scambia le esperienze, non ci si aiuta e si perde di integrità. Nella favola del libro, il team completa un esercizio con Myers Briggs dove tutti i membri del team si confrontano sulle proprie forze e debolezze, rendendole condivise e note a tutti.

“… il lavoro di team comincia costruendo la fiducia. E l’unico modo per farlo è superare la necessità di invulnerabilità…”

Il ruolo principale del leader è dare l’esempio, quindi deve esser eil primo a dimostrarsi vulnerabile, a creare un ambiente dove non sia un problema dimostrarsi vulnerabile. E se hai costruito la fiducia, allora i conflitti all’interno del team diventano possibili (wow!).

 

DISFUNZIONE 2: Paura dei conflitti.

La fiducia è la base di tutti i grandi team ed è proprio la fiducia che rende possibili i conflitti. I gruppi, infatti, diventano inefficienti quando sono incapaci di gestire positivamente i contrasti. Se ci pensi, tutte le relazioni che intendono crescere devono passare attraverso dei contrasti produttivi. I conflitti sani avvengono proprio quando le persone parlano di difficoltà, evitando di ritenerle degli attacchi personali e quindi arrivando alla miglior soluzione per il gruppo. I team che cercano di evitare i conflitti di solito adottano un’armonia “artificiale”. Insomma, un clima un pò finto…

“Suppongo che l’armonia di per sè è positiva se ha come risultato il lavorare assieme costantemente attraverso difficoltà e occasionalmente attraverso dei conflitti. Tuttavia, se c’è armonia solo perchè le persone trattengono le loro opinioni e dubbi, allora è una cosa negativa.”

Spesso indossiamo una maschera e ci concentriamo nell’essere carini verso tutti. Tuttavia, rimane vero che solo attraverso i conflitti produttivi un team acquisisce efficienza.  Questo permette dei dialoghi aperti, che portano alla condivisione senza paura di essere criticati o sminuiti. In effetti, una delle disfunzioni principali in un team è quando ti trovi davanti un gruppo di “yes man” (quelli che dicono sempre di sì…)

Un Leader quindi deve incoraggiare il dibattito e renderlo produttivo. Se il team cerca di evitare i conflitti si troverà a spendere molto tempo in “altro”, senza produrre decisioni. Invece, i team sani e produttivi imparano ad accettare i conflitti e a gestirli in modo produttivo.

“(…) i meeting e i film hanno molto in comune… un film, di solito, dura tra i 90 minuti e le due ore. I meeting sono la stessa cosa, anche se i meeting sono interattivi, mentre i film no (…) e ancora più importante, in genere i film non hanno un reale impatto sulle nostre vite (…) e (…) in ogni  gran film c’è un conflitto. Senza di quello non ci interessa un granchè a quello che succede ai protagonisti.”

Un leader che voglia creare un team deve capire l’importanza dei conflitti, non cercare di spingere per risolverli prima del tempo per proteggere le persone. Per un leader è importante aiutare i membri del team a sviluppare la capacità di sviluppare conflitti e risolverli positivamente. Il modo migliore per un leader è “insegnare con l’esempio” (lead by example!), sviluppando un comportamento appropriato invece di provare continuamente ad ridurre ed evitare i conflitti. Una bella sfida!

 

 Disfunzione 3: Scarso coinvolgimento.

Quando i team sono impegnati in conflitti produttivi possono essere coinvolti facilmente e sposano più facilmente le decisioni come gruppo. Il coinvolgimento è collegato direttamente alla chiarezza e controllo. Non a caso i team produttivi creano decisioni chiare e sono certi di avere il supporto di ogni membro del team.

Uno scarso coinvolgimento di solito si manifesta nel fatto che prima di decidere non sono ascoltati tutti i dubbi del team. Non ci può essere coinvolgimento senza dibattito. Le persone non vogliono qualcosa in cui le proprie idee e opinioni non siano state discusse e incluse.   “Se non lo pesi, non lo compri.” dice un adagio inglese. E questo non è cercare il consenso, è assicurarsi che in un team tutti siano ascoltati.

“Il punto è che molte persone sono ragionevoli e non vogliono perdersi in discussioni. Vogliono solo essere ascoltati, e sapere che i propri input sono presi in considerazione.”

La situazione ideale è arrivare al punto in cui poter dire: “Non sono proprio d’accordo con le vostre idee, ma le capisco e posso aiutarvi”.

“Quando le persone non espongono le proprie opinioni e si sentono poco ascoltati, non saranno realmente coinvolti.”

Il leader devono aumentare il coinvolgimento assegnando tutte le decisioni chiave alla fine di ogni meeting, condividendo responsabilità e scadenze chiare.

 

Disfunzione 4: Fuga dalle responsabilità.

Senza un team coinvolto non puoi avere responsabilità. Se vuoi un team responsabile, ognuno deve avere una chiara comprensione di quello che ci si aspetta dal gruppo.

“Le persone non si prenderanno nessuna responsabilità se non sono parte del medesimo piano.”

Quello che è veramente importante, è che ogni membro si senta responsabile per tutto il team. Significa che ogni membro del team non lascierà mai gli altri soli quando è il momento di assumersi delle responsabilità. Il team deve mantenre le promesse (e quindi le responsabilità) di ognuno per mantenere le scadenze prefissate e ottenere grandi risultati. Ogni membro del team, infatti, deve rispondere delle responsabilità degli altri e accettare che gli altri si assicurino che le proprie siano rispettate.

In questo punto viene evidenziato il motivo per cui all’interno del team non ci si curi delle rispettive responsabilità “portate a termine”. E’ perchè non esiste un sistema per misurare i progressi. Per questo è importante rendere chiaro a tutti quali sono gli standard, cosa deve essere fatto, da chi e entro quando. L’ambiguità è nemica della responsabilità.

 

Disfunzione 5: Disinteresse verso i risultati.

Solo a questo punto osserva come logica conseguenza la scarsa attenzione ai risultati del team che guidi. Infatti se ogni membro non è responsabile di ciò che fa il gruppo, ognuno guarderà ai propri interessi personali. Un team sano metterà come primo obiettivo i risultati del gruppo. In questo caso i team diventano realmnete orientati al risultato. E lo ottengono!

“Il nostro lavoro è rendere i risultati che dobbiamo raggiungere così chiari a tutti che nessuno penserà di fare qualcosa solamente per incrementare il proprio status o ego. Questi atteggiamenti egoistici riducono la nostra abilità nel raggiungere gli obiettivi comuni. E allora perderemo tutti.”

I leader devono rendere gli obiettivi di gruppo chiari per tutti e ricompensare gli atteggiamenti che conotribuiscono al risultato di team. E’ una responsabilità del leader rendere il team focalizzato sui risultati.

 

Cos’è un team unito

Se vengono gestite queste “disfunzioni”, il risultato sarà proprio un team unito e coeso….

“…e immaginate come i membri di un team realmente unito si comporteranno:

1. Si fideranno gli uni degli altri.
2. Si affronteranno in conflitti attorno alle idee senza filtri.
3. Saranno coinvolti nelle decisioni e nei piani d’azione.
4. Si supporteranno l’uno con l’altro sulle responsabilità di ogni azione del piano condiviso.
5. Saranno focalizzati sui risultati da ottenere come gruppo.”

Niente male come risultato no? Non solo se gestisci, ma anche se sei parte attiva di un gruppo!

 

Conclusioni.

Questo piccolo libro l’ho letto un pò di anni fa nella mia esperienza in Inghilterra, tuttavia lo ritengo molto attuale. Soprattutto se vuoi conoscere le dinamiche di un team o capire come gestirlo al meglio. E in mezzo alla favola che leggerai ci sono diversi spunti pratici di leadership e gestione.

Un ultima cosa… se sei interessato, Patrick Lencioni ha anche scritto un libro successivo a questo, “Overcoming the Five Dysfunctions of a Team: A Field Guide for Leaders, Managers, and Facilitators”, proprio per approfondire come i team lavorano assieme e affrontano le le cinque disfunzioni. Ovviamente in entrambi i casi esiste solo la versione inglese, anche se spero che in questa breve recensione/riassunto tu possa aver già trovato spunti pratici interessanti!

E’ ora di godersi la propria squadra e ottenere grandi risultati, ti posso augurare solo buona lettura!

Vuoi saperne di più? Contattami!

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Ciao! Il mio nome è Gianni. Sono un progettista di Marketing e questo è il mio blog.
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