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La base di una buona strategia aziendale: il posizionamento
16 Aprile 2024|Marketing Basic

La base di una buona strategia aziendale: il posizionamento

La base di una buona strategia aziendale: il posizionamento

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! Oggi parleremo di una fondamentale strategia aziendale sulla quale ogni realtà si trova a dover discutere: il posizionamento. Che cos’è? E perché è così importante? Scopriamolo!

 

Cosa si intende per posizionamento?

Per parlare di posizionamento c’è prima di tutto da aver ben chiaro cosa esso sia. Si parla di posizionamento sottintendendo che sia “di mercato”: esso è infatti la modalità con cui un marchio (o un prodotto specifico) decide di farsi percepire nel ramo di mercato in cui si trova. Quando si entra in un mercato specifico, l’azienda decide come, nelle sue intenzioni, vuole farsi percepire: banalmente, se vuole che il potenziale acquirente lo veda come brand di lusso, per esempio. O se vuole essere percepito come più “cheap”. Idem per il prodotto specifico: se sono un’azienda che produce prodotti X e ne devo far uscire uno nuovo, decido innanzi tutto se voglio creare un prodotto percepito come più “altolocato” o se voglio che appaia “popolare”. Questo, in parole semplici, è il concetto di posizionamento di mercato.

 

Il posizionamento come strategia di riferimento

È dunque evidente come, per un brand, sia strategicamente necessario posizionarsi in una fetta di mercato che gli consenta, per quelle che sono le sue peculiarità, di essere più appetibile agli occhi del potenziale cliente. Nel caso, per esempio, si decidesse di aprire una pizzeria, bisognerebbe come prima cosa decidere se posizionarsi come pizzeria d’asporto, pizzeria classica, pizzeria napoletana o pizzeria gourmet. Chiaramente non sempre è immediato delineare in maniera netta un unico posizionamento, ma facendo percepire al cliente di essere spostati più in una direzione rispetto a un’altra, si attrarrà una clientela che, probabilmente, apprezzerà maggiormente i nostri prodotti. Avere quindi, fin dal giorno di apertura, ben chiare le persone potenzialmente più interessate alla nostra offerta e, di conseguenza, i competitor in quel segmento di mercato è la base necessaria sulla quale costruire le fondamenta di una strategia di marketing.

 

Come posizionarsi al meglio: l’Analisi SWOT

Appurata l’evidente e primaria importanza che il posizionamento riveste in una strategia di marketing, la domanda che sorge spontanea è: come fare a capire quale sia il miglior segmento di mercato a cui il nostro marchio debba rivolgersi? La risposta più efficace a questo interrogativo è una: l’Analisi SWOT. Di che cosa si tratta? SWOT altro non è che l’acronimo di:

  • Strengths (punti di forza)
  • Weaknesses (punti di debolezza)
  • Opportunities (opportunità)
  • Threats (minacce)

L’Analisi SWOT è un metodo schematico, utile a chiunque voglia aprire una start-up, per aver ben chiaro i propri punti di forza, i propri punti di debolezza, le opportunità e le minacce nell’inserirsi in quel mercato. Uno strumento di pianificazione, quindi, utile a prendere una decisione consapevole a 360 gradi. Fornendo una completa Analisi SWOT del proprio brand è chiaramente più facile conoscersi e capire il segmento di mercato ideale in cui immettersi.

 

Per altre informazioni

Sei interessato alla questione del posizionamento marketing e vuoi ulteriori consigli su come posizionarsi al meglio? Il team di playmarketing può aiutarti, non esitare a contattarlo!

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Fra visitatore e cliente: come creare e gestire lead 
2 Aprile 2024|Web Marketing

Fra visitatore e cliente: come creare e gestire lead 

Fra visitatore e cliente: come creare e gestire lead 

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! Nel processo che porta alcuni visitatori a diventare clienti di un’azienda, risulta di fondamentale importanza la gestione della persona nella sua “fase lead”. Cosa sono i lead e come gestire questa fase intermedia al meglio? Scopriamolo insieme! 

 

Che cosa si intende per lead?

Un lead è una persona che ha dimostrato interesse verso un servizio o prodotto della tua azienda. Tale interesse può emergere in vari modi: chiedendo ulteriori informazioni in sede, tramite chiamata per avere qualche approfondimento, tramite domande via mail…  

 

Come si forma un lead?

Un lead non diviene tale visitando solamente il sito di un’azienda. Il visitatore, affinché si tramuti in lead, va fatto interessare a ciò che la nostra realtà offre, che si tratti di prodotti, oppure di prodotti. In modo che accresca sensibilmente la probabilità che egli acquisti dalla nostra azienda e diventi un vero e proprio cliente.

 

Come si comporta un lead?

Un lead è, in fin dei conti, un individuo che ha valutato interessante la nostra azienda per un qualsiasi prodotto e, di conseguenza, ha deciso di stabilire un dialogo con essa. Chi offre deve essere bravo a non limitarsi ad una proposta basica ma deve, attraverso la giusta comunicazione e strumenti adeguati, ampliare il raggio d’azione, offrendo al lead altri tipi di prodotti che potrebbero interessargli. Il dialogo stabilito fra le parti per un prodotto può essere molto più produttivo e non limitarsi al singolo interesse di partenza.

 

Come nascono i lead?

I lead, come già detto in uno dei primi paragrafi, non corrispondono a tutte le persone che visitano il nostro sito, ma diventano tali tramite un processo specifico che fa sì che si interessino sempre di più a noi e ai nostri prodotti. Solitamente, un lead si genera da una persona che (a volte casualmente, a volte cercandoci) accede ai nostri social o al nostro sito web, interessandosi ai nostri contenuti. Una volta nato l’interesse, cliccherà in seguito sulla cosiddetta call to action (CTA), la frase che chiude l’articolo di un sito e che rimanda il visitatore a contattarci o a compilare form utili alla registrazione del contatto sul nostro sito (e al conseguente acquisto di un prodotto o un servizio).

 

L’importanza della call to action

Come appena detto, la call to action è la frase che chiude un post sul sito. Contiene solitamente un pulsante (link) che rimanda a una landing page, ossia una pagina di approfondimento sul contenuto precedente. E, da lì, il visitatore viene sempre più “spinto” e invogliato a lasciare, tramite compilazione di form, i propri dati. E a rimanere in contatto con la nostra azienda. Per tutti questi motivi, produrre una CTA efficace è fondamentale nel processo di Lead Generation.

 

La fidelizzazione del cliente

Dopo aver cliccato sulla CTA, compilato il form e, magari, acquistato un nostro servizio, è importante fidelizzare il cliente. Avendo i suoi dati, il lead non va abbandonato, ma va costantemente aggiornato con nuovi servizi e tenuto in contatto con l’azienda. Bisogna invogliarlo a continuare a seguirci, offrendogli materiale originale che lo spinga ad acquistare nuovamente da noi e a non perderci di vista. Tramite, il più delle volte, strumenti come newsletter pensate ad hoc: avendo sue informazioni dopo la compilazione del form, possiamo individuare più facilmente prodotti specifici fatti su misura per lui!

 

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Ti interessano altri consigli per trattare al meglio visitatori e lead che visitano le tue pagine online? Contatta il team di playmarketing!

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Midjourney: immagini estremamente realistiche generate dall’Intelligenza Artificiale
19 Marzo 2024|Non solo Marketing

Midjourney: immagini estremamente realistiche generate dall’Intelligenza Artificiale

Midjourney: immagini estremamente realistiche generate dall’Intelligenza Artificiale

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! Oggi parleremo di una piattaforma di Intelligenza Artificiale in grado di generare immagini estremamente realistiche. Stiamo parlando di Midjourney. Di cosa si tratta? Quali sono i segreti per poterlo utilizzare al meglio? Scopriamolo insieme.

 

Cos’è Midjourney? 

Midjourney altro non è che uno strumento derivato dall’Intelligenza Artificiale in grado, date delle indicazioni testuali, di creare delle immagini in linea con le indicazioni che gli abbiamo fornito. È per questo che a livello grafico e visivo, se usato nella maniera corretta, può risultare estremamente utile. Così utile che, come riportato dalla rivista Wired, è stato addirittura utilizzato da una testata scientifica per produrre immagini attinenti a un suo articolo (suscitando parecchio dibattito).

 

Come si usa Midjourney?

Una volta entrati sul sito Midjourney.com e forniti gli accessi richiesti, per utilizzarlo ci basterà accedere a una delle Newbies che si trovano sulla colonna di sinistra e cliccare nella stringa di testo di Midjourney. A quel punto, bisognerà inserire nella casella di testo la scritta “/imagine”. Alla stringa andrà fatta seguire la descrizione in inglese dell’immagine da ricreare. Per esempio “/imagine snow-capped mountains and glassy lakes” sarebbe la dicitura giusta nel caso volessimo l’immagine di montagne innevate e laghi cristallini. Nello specifico, Midjourney ci fornirà sempre quattro immagini di ciò che gli abbiamo richiesto tra cui potremo scegliere la migliore.

 

Come modificare le immagini generate?

Una volta ricevute le quattro immagini proposte da Midjourney dopo la nostra descrizione, sarà possibile apportarvi delle modifiche. Cliccando col tasto destro del mouse su una delle quattro immagini compariranno una serie di opzioni per modificarla. O, ancora, sotto la griglia sono presenti 4 pulsanti U e 4 pulsanti V (numerati e relativi ognuno alle 4 immagini). I primi permetteranno di ingrandire la relativa immagine, i secondi consentiranno invece di modificare leggermente l’immagine di riferimento. 

 

Arte e Intelligenza Artificiale

Midjourney è uno strumento utile anche per disegnatori o amanti dell’arte. È infatti possibile, fornendogli il giusto input, chiedergli di ricreare disegni con lo stile di uno specifico artista. Aggiungendo al nostro prompt (input) una stringa del tipo “in the style of (nome artista)” lui ci fornirà un’immagine che sembra fatta dall’artista stesso. Lo strumento permette quindi di ricreare quadri mai esistiti di artisti del passato o contemporanei. Anche per coloro che si vogliono sbizzarrire con l’arte, Midjourney può essere uno strumento molto stimolante e divertente.

 

Come si accede a Midjourney? È uno strumento gratuito?

Il modo più veloce per accedere a Midjourney è, come accennato in uno dei primi paragrafi, andare direttamente sul sito Midjourney.com, accedere alla versione Beta e fornire la propria mail. È possibile anche usufruire di un periodo di prova dello strumento. Se invece si vuole usare Midjourney senza limiti, sarà necessario iscriversi a un piano pro a pagamento che mette a disposizione dell’utente funzioni avanzate. 

 

Per altre informazioni

Sei interessato ad innovare la tua azienda? Hai bisogno di una strategia per introdurre l’Intelligenza Artificiale in azienda? Contatta il team di playmarketing!

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I Chatbot: strumenti sempre più alla portata delle persone comuni
5 Marzo 2024|Demand Generation

I Chatbot: strumenti sempre più alla portata delle persone comuni

I Chatbot: strumenti sempre più alla portata delle persone comuni

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! Oggi affronteremo il tema dei Chatbot, strumenti prodotti dall’Intelligenza Artificiale che danno la possibilità di chattare con una macchina come se, a rispondere, fosse un vero e proprio essere umano. Che effetti avranno questi strumenti sulle nostre vite? E sul mondo del lavoro?

 

Cosa sono i Chatbot? 

Partiamo col dare una definizione di cosa siano concretamente i Chatbot. Possiamo dire che essi siano strumenti prodotti dall’Intelligenza Artificiale in grado di fornire, ricevuto un messaggio di input da parte di una persona, una risposta realistica. Come se dall’altra parte dello schermo ci fosse una persona vera e propria. Con questo tipo di strumenti è possibile quindi stabilire un dialogo con risposte automatizzate.

 

Come funzionano i Chatbot?

I Chatbot funzionano tutti con meccanismi similari: dalla combinazione fra informazioni in possesso da dati pregressi e input che noi forniamo loro sono in grado di produrre una risposta verosimile. Le loro conversazioni sono dunque condizionate da questi due aspetti: messaggi che noi inviamo e informazioni che loro hanno già “al proprio interno”.

 

Cos’è il prompt e qual è la sua importanza?

Di fondamentale importanza è il nostro input all’A.I. che, nel linguaggio specifico, viene definito prompt. Bisogna chiedersi immediatamente a chi ci si rivolge. Se cerchiamo dunque una risposta formale o informale, creativa o informativa. In base a quello bisognerà tarare il nostro input.

 

L’obiettivo: chiarezza e definizione per ricevere una risposta utile

Secondo passo è focalizzare bene l’obiettivo, l’informazione che necessitiamo sapere dalla risposta del Chatbot. Questo deve essere quanto più concreto possibile. Non posso chiedere al Chatbot di renderci onniscienti. Possiamo esigere invece informazioni precise o previsioni riguardo a un determinato evento. Ed è bene che nel nostro input specifichiamo il più linearmente possibile “che cosa” intendiamo sapere e, se possibile, da quali fonti ci attendiamo le informazioni richieste.

 

Come andranno ad influire questi strumenti sul mondo del lavoro?

Vista l’utilità dei Chatbot – SE USATI CORRETTAMENTE -, è inevitabile come molte aziende di software stiano implementando la loro produzione. È facile prevedere che in un futuro neanche tanto distante molte imprese faranno utilizzo di queste tecnologie per semplificare il lavoro dei propri dipendenti in ambito informatico. È bene quindi far tesoro di quanto scritto nelle righe precedenti visto che sempre più dipendenti aziendali saranno chiamati a “collaborare” con l’Intelligenza Artificiale.

 

Per ulteriori informazioni

Sei interessato a immergerti ulteriormente nell’argomento Chatbot? Vuoi imparare a utilizzarli al meglio? Contatta il team di playmarketing!

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Top e flop della comunicazione nel 2023
20 Febbraio 2024|Senza categoriaWeb Marketing

Top e flop della comunicazione nel 2023

Top e flop della comunicazione nel 2023

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! È passato più di un mese e mezzo dalla chiusura del 2023 ed è ora di tirare le somme dell’anno appena passato. In particolare, nelle prossime righe ci occuperemo di capire chi, comunicativamente parlando, abbia realizzato strategie vincenti e chi, al contrario, abbia ottenuto risultati deludenti. Ecco i principali Top e Flop del 2023.

 

Quando una pubblicità triplica la brand awareness: lo “spot della pesca” di Esselunga

A fine settembre 2023, la catena di supermercati Esselunga ha triplicato la propria brand awareness. Che cos’è la brand awareness? In parole povere, è il grado di conoscenza che i consumatori hanno di un determinato marchio. E, se un marchio già molto noto come Esselunga triplica la conoscenza di sé, significa che qualcosa di grosso è accaduto. Come è stato possibile un risultato così importante? La risposta è semplice, Esselunga ha ottenuto questo incredibile effetto grazie ad una pubblicità realizzata dall’Agenzia Small di New York. Per la precisione uno spot con protagonista una bambina, la sua mamma, il suo papà e… una pesca.

 

 

Il video ha generato decine di migliaia di commenti e, come spesso accade, ha scatenato pareri contrastanti. 

Molti hanno definito il film commuovente mentre altri, più critici, hanno sostenuto si trattasse di una narrazione “moralista” e “irrealistica”.  

Tanto è stato il successo dell’operazione messa in campo da Esselunga che anche la politica nazionale si è occupata di questo suscitando il plauso della Presidente del Consiglio Meloni e, di conseguenza, una nuvola di polemiche che hanno portato il caso alla ribalta dei media nazionali. 

Risultato: Esselunga ha triplicato la conoscenza del proprio marchio. Obiettivo raggiunto! 

 

Il pandoro più “chiacchierato” del globo: il caso Ferragni/Balocco 

Non sempre la viralità di un contenuto genera effetti positivi. Certamente l’azienda  Balocco, importantissima azienda dolciaria italiana con quasi cento anni di storia,  avrebbe fatto volentieri a meno della “pubblicità” scaturita da alcuni fatti balzati all’onore delle cronache nel mese di dicembre 2023. I presupposti per fare un gesto nobile c’erano tutti eppure le cose sono andate diversamente, vediamo perché:  

La famosa influencer Chiara Ferragni doveva pubblicizzare, grazie alla sua notevolissima fama, uno dei prodotti principali della Balocco, il pandoro legando alla suddetta campagna anche una finalità sociale attraverso una donazione (50.000 euro per un importante  Ospedale pediatrico). 

Eppure, nonostante le premesse positive, il Pandoro e la relativa campagna sarebbero andati di traverso sia a Balocco che a Ferragni. Perché? 

La mancanza di chiarezza nella campagna pubblicitaria, relativamente all’aspetto della beneficenza (importi donati, impatto delle vendite sulle donazioni, ecc…) ha generato un provvedimento dell’Antitrust – 1 milione alle società riconducibili a Chiara Ferragni e di 420 mila euro a Balocco per pratica commerciale scorretta – e un conseguente interessamento dei media nazionali ed internazionali. 

La vicenda è nota a tutti e le realtà coinvolte avranno, naturalmente, la possibilità di difendersi nelle sedi opportune, tuttavia ecco alcune considerazioni nel merito.  

La notorietà ha un prezzo e fare marketing – per quanto molti “fuffaguru” sul web dicano il contrario – non è semplice. Anzi, in generale fare impresa non è semplice. Infatti, data la notorietà, il provvedimento dell’Antitrust ha dato il via ad una catena inarrestabile di eventi, haters, pubblicazione di email private tra la Balocco e l’Agenzia della Ferragni, prese di distanza pubbliche tra moglie (Ferragni) e marito (Fedez), meme a profusione e tante altre tracce digitali che nessuno potrà mai eliminare dal web. Un esempio di campagna, per usare un eufemismo, non proprio ben riuscita.

 

 

Il Ministero del Turismo e la discussa Venere del Botticelli

Citiamo un ultimo caso “flop” riguardante, questa volta, la promozione del territorio italiano a livello nazionale ed internazionale, parliamo della famosa Venere del Botticelli, utilizzata dal Ministero del Turismo, con a capo Daniela Santanchè, per promuovere le città e il patrimonio culturale italiano. Descrizione testuale del post Instagram di venereitalia23, profilo ufficiale della “testimonial” botticelliana: 

“Siamo prossimi all’inverno e Natale è alle porte. Ho scelto di visitare Erice, un magnifico borgo in provincia di Trapani, che ogni anno ospita diversi presepi esposti tra le suggestive stradine, i cortili accoglienti, le chiese storiche e le botteghe dell’artigianato tipico.

Non vedo l’ora di immergermi nel clima dei tradizionali mercatini e di gustare un’ottima genovese calda!

Amo l’atmosfera natalizia, così ricca di colori, luminosa e piena di gioia.”. 

La foto di apertura della galleria Instagram ritrae la Venere nella città siciliana sopracitata su uno sfondo tutt’altro che “ricco di colori e luminoso”. Si poteva senz’altro scegliere un’immagine migliore per promuovere il Natale in quello che è un bellissimo borghetto siciliano e, più in generale, nel nostro bel Paese. 

Una circostanza che ha generato moltissimi commenti goliardici come “Venny ma con tutte le belle foto di Erice che ci sono su Google immagini dovevi pescare proprio sto vicolo nebbioso che pare Londra?” – oppure – “io fossi nelle persone di Erice vi farei causa” e così via. Diversi modi di esprimere la propria opinione su un post che ha destato sicuramente scalpore e discussione ma, quasi all’unisono, in modo negativo. Indice di una campagna social non proprio fra le più riuscite.

Per la foto della Venere: Clicca QUI.

 

Per altre curiosità

Ti interessano altri esempi di campagne, pubblicitarie o social, ben riuscite? Sei curioso di sapere altri “flop”? O, ancora, sei curioso di sapere le ricette per il successo di buona campagna? Contattaci per sottoporci la tua idea!

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