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YouTube, alcuni consigli per la creazione di contenuti video per il mercato: intervista a Elisa Valt e Giulia Scaglioni
11 Giugno 2024|Marketing Video

YouTube, alcuni consigli per la creazione di contenuti video per il mercato: intervista a Elisa Valt e Giulia Scaglioni

YouTube, alcuni consigli per la creazione di contenuti video per il mercato: intervista a Elisa Valt e Giulia Scaglioni

Ciao, ti diamo il benvenuto su Playmarketing! Oggi analizzeremo la piattaforma regina se si parla di contenuti video: YouTube. Quali peculiarità la rendono leader indiscussa in questo ambito? Scopriamolo nell’intervista fatta da Studio Tre a Elisa Valt, Head of Video di Playmarketing, e a Giulia Scaglioni, Project Manager, Interprete e Traduttrice di Studio Tre.

 

Studio Tre, una realtà con l’obiettivo di diffondere e internazionalizzare le eccellenze italiane nel mondo

Studio Tre è una realtà tutta al femminile guidata dalla missione comune di prendersi cura delle parole dei propri clienti affinché questi possano, attraverso una comunicazione multilingue coerente e una strategia di internazionalizzazione efficace, raggiungere i propri obiettivi di business.  

Grazie all’ascolto attivo delle reali necessità del cliente, all’esperienza e alla competenza linguistica e tecnologica maturate in 45 anni, Studio Tre propone soluzioni strategiche, innovative e sostenibili, adeguate alle richieste dei referenti nel rispetto di budget, tempi, qualità e riservatezza.

 

L’internazionalizzazione del contenuto: YouTube

Ecco, appunto, l’internazionalizzazione. Quale piattaforma online, per quanto riguarda i contenuti video, si dovrebbe prefiggere quest’obiettivo se non YouTube? La piattaforma video più grande al mondo, che ha numeri, come riportato nell’intervista, spaventosamente importanti. Chi più di coloro che si occupano di creare video content strategy in una simile piattaforma (soprattutto in determinati settori) dovrebbero interessarsi a rendere il contenuto fruibile ad un pubblico quanto più possibile internazionale?

Di tutto questo e di molto altro si parla nell’intervista fatta da Studio Tre a Elisa Valt, Head of Video di Playmarketing, e a Giulia Scaglioni, Project Manager, Interprete e Traduttrice di Studio Tre.

 

L’intervista a Elisa Valt

Elisa, perché quando si pensa a un video si pensa automaticamente alla piattaforma YouTube?

“È un’associazione praticamente immediata ed è quasi scontato che lo sia: YouTube è la piattaforma video più grande al mondo con oltre 2 miliardi di utenti attivi mensili.”

 

Come mai YouTube? Cosa rende questa piattaforma online diversa dalle altre?

“I motivi sono molteplici: dalla vasta audience, e quindi visibilità, di cui abbiamo già parlato, alla possibilità di effettuare un targeting preciso, dalla diversità di formati pubblicitari tra cui scegliere all’integrazione con Google Ads e alla presenza di Analytics avanzate.

In particolare i dati di YouTube Analytics possono essere una miniera d’oro di informazioni per i content creator che desiderano creare video performanti.”

 

Nella vasta gamma di dati e metriche fornite da YouTube Analytics, quali sono quelli che un content creator deve sempre analizzare e porre alla base della propria video content strategy?

“La prima è sicuramente la metrica sulla demografia degli spettatori che permette di comprenderne la composizione e, in particolare, di:

  • capire chi guarda i tuoi video, l’età e la provenienza per settare il tone of voice e, più in generale, il contenuto del video stesso, in base al framework Google HHH, ossia Help, Hub, Hero;
  • conoscere quali dispositivi utilizzano i tuoi spettatori per guardare i tuoi video per capire se il video dovrà, per esempio, essere sviluppato nel formato orizzontale o verticale o se dovrà avere i sottotitoli, nel caso di una fruizione da mobile o da parte di persone con disabilità uditive, o meno;
  • identificare i Paesi da cui provengono i tuoi spettatori per verificare se si rende necessaria una localizzazione dei contenuti affinché il messaggio diventi accessibile nella loro lingua.
  • Poi è fondamentale verificare le prestazioni dei video precedenti per creare il nuovo video con maggiore consapevolezza. Suggeriamo sempre di esaminare il numero di visualizzazioni, di Mi piace, di commenti e delle condivisioni per ogni video, e di analizzare il tempo di visualizzazione medio (watching time) e la frequenza di rimbalzo per ogni video. Questi ultimi dati permettono di capire quanti utenti sono arrivati fino alla fine del video, in che punto hanno interrotto la riproduzione, che punto hanno rivisto e se ci sono stati picchi di interesse.”

 

Prima accennavi al Framework di YouTube HHH. In cosa consiste e perché è così importante per la video content strategy?

“Il framework HHH è un sistema progettato per aiutare i creatori di contenuti a migliorare le proprie prestazioni e si concentra sulla creazione di una varietà di contenuti per attirare spettatori in diverse fasi del percorso d’acquisto per raggiungere, di conseguenza, obiettivi di natura diversa. 

I video Hero sono essenziali per attirare un vasto pubblico e creare consapevolezza del marchio. Si tratta di video di alta qualità con un concept creativo forte, focalizzati sulla narrazione e sull’intrattenimento di valore. Questi video possono mettere in risalto l’identità del marchio, la missione o il lancio di nuovi prodotti. A causa delle risorse necessarie per la produzione, i video Hero vengono di solito realizzati con parsimonia, in media solo un paio di volte all’anno.

I video Hub hanno l’obiettivo di formare e informare il pubblico, stabilire la propria autorità e costruire una community fedele. Questi video sono il fulcro del canale e consistono in contenuti regolari e tematici che approfondiscono argomenti specifici legati alla nicchia di riferimento. Possono includere tutorial, guide pratiche, video esplicativi, interviste a esperti o serie in corso. I video Hub vengono pubblicati con maggiore frequenza, settimanalmente o bisettimanalmente, per mantenere il pubblico coinvolto e incoraggiarlo a tornare per altri contenuti.

I video Help mirano ad affrontare domande specifiche e a fornire soluzioni pratiche come tutorial per la risoluzione dei problemi, demo di prodotti o testimonianze di clienti. La frequenza di produzione dei video Help può variare a seconda delle necessità, focalizzandosi sulle domande o problemi che sorgono tra il pubblico.”

 

 

L’intervista a Giulia Scaglioni

Giulia, prima Elisa parlava della necessità di localizzare i contenuti affinché il messaggio diventi accessibile agli utenti nella loro lingua. Come garantire che i video siano comprensibili e interessanti per utenti di diverse lingue e background?

“Per garantire che i video su YouTube siano comprensibili e interessanti è importante adottare strategie di localizzazione e ottimizzazione dei contenuti. In particolare, suggeriamo sempre di aggiungere sottotitoli, voce narrante/voiceover o doppiaggio e di localizzare testi e grafica verificando anche che i font e i colori utilizzati siano appropriati per il pubblico locale.”

 

Giulia, queste attività sembrano presupporre importanti investimenti e lunghi tempi di lavorazione.

“Per la localizzazione in tempi rapidi e a costi contenuti di video, video per Youtube quali Hero, Help e Hub, reel, stories, annunci e contenuti di carattere divulgativo, rispetto a doppiaggio e sottotitolazione tradizionali, Studio Tre propone un servizio di localizzazione video innovativo che sfrutta la potenza dell’intelligenza artificiale con software sicuri e la combina con le competenze linguistiche di traduttori altamente specializzati nel settore in cui il cliente opera.

Una strategia di contenuti ben pianificata può trasformare la presenza online, attirando nuovi clienti, costruendo relazioni durature e distinguendo il marchio in un mercato globale sempre più competitivo. Per maggiori informazioni sulle strategie di video content e sulla localizzazione dei tuoi audiovisivi scrivi a: marketing@traduzionistudiotre.it.”

 

Per altre informazioni

Sei interessato ad approfondire il tema video content strategy su YouTube? Contatta il team di Playmarketing!

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User Experience: l’esperienza del visitatore al centro dell’attenzione
28 Maggio 2024|Web Marketing

User Experience: l’esperienza del visitatore al centro dell’attenzione

User Experience: l’esperienza del visitatore al centro dell’attenzione

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! Oggi metteremo al centro del nostro focus il visitatore e l’opinione che questo si fa dei servizi che la nostra azienda propone, la cosiddetta User Experience. Che ruolo ricopre nell’andamento di un’azienda? Scopriamolo!

 

Cos’è la User Experience?

Come detto nelle precedenti righe, il focus di questo articolo sarà sul visitatore, la persona che atterra sul nostro sito web, che sia per caso o cercandoci. All’interno di esso troverà un determinato tipo di offerte, informazioni e servizi: avrà genericamente un’interazione con noi tale per cui, dopo esser uscito dalla pagina, potrà ritenersi soddisfatto o meno. Quest’ultimo concetto è ben riassunto dal termine User Experience.

Cos’è, in altri termini, la User Experience? Essa è definita appunto come la serie di elementi che riguarda l’interazione fra un utente e un ente, più nello specifico il suo sito, le sue offerte o i suoi prodotti. Abbiamo parlato fino ad ora di sito web restringendo il campo alla sola esperienza online, ma lo stesso concetto è applicabile anche offline: cosa pensiamo (immedesimandoci stavolta nell’utente visitatore) dopo l’incontro con i referenti di un’azienda.

 

Qual è l’utilità nel perfezionare la User Experience?

Sempre più negli ultimi anni, il concetto di User Experience viene messo al centro degli interessi di molte realtà aziendali. Perché gli viene attribuita così tanta importanza? Fondamentalmente la User Experience rappresenta un valore che ci può permettere di aver un vantaggio rispetto ai competitor nel gradimento di un potenziale cliente. Il modo in cui un visitatore si è trovato avendo a che fare con noi (che sia online oppure offline) ci garantirà una maggiore o minore possibilità di acquisto da parte sua. E una maggiore o minore possibilità che questo torni ad interagire con noi un domani.

Ma soprattutto, la UX di chi frequenta i nostri canali ci aiuterà a capirne i gusti: oggi i logaritmi online sono sempre più precisi e tengono sempre più conto dei “movimenti” che noi attuiamo. Questo implica una facilitazione da parte dell’azienda nella comprensione dei gusti delle proprie Buyer Personas. E una personalizzazione del prodotto da offrire specifica da cliente a cliente.

 

Esempi di utilizzo efficace di UX 

Questa specificità dell’offerta data dall’analisi approfondita della User Experience è uno strumento di grande importanza anche (e soprattutto) per alcuni marchi prestigiosi. Che comprendendo i gusti dei propri utenti, hanno saputo garantire un’offerta di assoluto valore. Eccone due dei più importanti:

  • Netflix: la famosa piattaforma, fra le altre cose, di film e serie tv propone all’utente una scelta in linea ai “gusti” emersi dalle visioni precedenti.
  • Amazon: la nota piattaforma di shopping online suggerisce all’utente prodotti in base alla cronologia d’acquisto e alle visualizzazioni precedenti.

 

Esempi di campagne esperienziali creative

Per rendere memorabile la User Experience dei propri clienti, alcune famose aziende hanno pensato a servizi ad alto impatto per le proprie Buyer Personas. Eccone due esempi fra i più importanti:

  • IKEA: l’importante catena di arredamento svedese offre un’app di realtà aumentata in grado di posizionare virtualmente i mobili nella propria casa.
  • Lego: ha creato un’app di istruzioni per il montaggio in grado di far ruotare e zoomare all’utente i modelli 3D. 

 

Per altre informazioni

Sei interessato all’argomento User Experience e vorresti approfondire questo tema Vorresti altri esempi di campagne di marketing ben riuscite basate sulle User Experience della persona? Non esitare a contattare il team di playmarketing!

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Da semplice visitatore a vero e proprio contatto: la landing page
14 Maggio 2024|Web Marketing

Da semplice visitatore a vero e proprio contatto: la landing page

Da semplice visitatore a vero e proprio contatto: la landing page

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! Oggi parleremo di una pagina molto importante di un sito web: la landing page. Di cosa si tratta? E perché riveste un ruolo così determinante? Scopriamolo nelle prossime righe.

 

Cos’è una landing page?

Una landing page (letteralmente “pagina di atterraggio”) è una pagina sulla quale l’utente arriva dopo aver cliccato su un link o un banner di un determinato sito, che si trova molto spesso sulla cosiddetta “call to action” (del sito) o su una sponsorizzazione (navigando genericamente sul web). Il suo scopo è quello di creare una conversione, la fase dell’Inbound Marketing in cui un visitatore viene tramutato in contatto, tramite molto spesso un questionario che richiede al visitatore alcuni suoi dati.

 

Qual è lo scopo di una landing page?

Come detto, lo scopo della landing page è trasformare un visitatore in contatto. Non deve essere dunque pensata come singola pagina di passaggio, ma deve invogliare il visitatore a rimanerci sopra. Una pagina semplice, ma chiara e immediata aumenta le chances che l’utente ci fornisca i propri dati, che è l’obiettivo che ci dovremmo prefiggere.

 

Ecco alcuni consigli per una landing page efficace

Naturalmente non esistono ricette universali da seguire per decretare l’efficacia di una landing page. Banalmente, a seconda del target di persona a cui ci si rivolge (che varia a seconda del contenuto che proponiamo) l’attrattività della pagina sarà determinata da elementi diversi. È possibile individuare elementi che in una landing page (di qualsiasi tipo essa sia) hanno grande peso specifico. 

In primo luogo, è fondamentale che il titolo: un incipit impattante invoglia chi lo legge ad approfondire l’argomento. 

Altro aspetto pesante è quello riguardante il testo: esso necessita di chiarezza espositiva e comprensibilità prima ancora che di tutto il resto. È determinante perché chi inizi la lettura (e la compilazione del questionario) la concluda anche. Elenchi puntati e periodi il meno complessi possibili agevolano il lettore a non perdere il filo del discorso. Meno elementi devianti possibili, visto che come accennato il nostro obiettivo è far rimanere il visitatore sulla nostra landing page, meglio sarà. 

E per ultimo, ma non ultimo, la call to action, l’invito finale a cliccare su un banner o un link al fine di permettere  al lettore di approfondire l’argomento. Chiedendogli molto spesso i suoi dati tramite questionario (anch’esso possibilmente con elementi di chiarezza del testo precedente) e rendendolo, come anticipato nei paragrafi precedenti, un nostro contatto.

 

Per altre informazioni

Vuoi sapere altro sull’argomento landing page? Contatta il team di playmarketing!

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Il prodotto incentrato sul cliente: l’Inbound Marketing
30 Aprile 2024|Marketing Trend

Il prodotto incentrato sul cliente: l’Inbound Marketing

Il prodotto incentrato sul cliente: l’Inbound Marketing

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! Oggi parleremo dell’evoluzione che ha avuto il marketing negli ultimi anni, più nello specifico di un modo “moderno” di fare marketing: quello Inbound. Cos’è l’Inbound Marketing? E come ha modificato il comportamento delle aziende sul mercato? Scopriamolo insieme!

 

Cos’è l’Inbound Marketing?

Come prima cosa, è bene chiarire cosa sia sulla definizione di Inbound Marketing. Come accennato precedentemente, l’Inbound Marketing è un’evoluzione del modo di fare mercato che sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni. Sostanzialmente, si discosta dal “vecchio” metodo di Outbound Marketing perché, a differenza di quest’ultimo, non ha come “focus” centrale della vendita il prodotto (il “che cosa?”), ma la persona (il “chi?”). Non si crea più, in molte realtà, un prodotto di massa da proporre a chiunque nella stessa maniera. Ma si tende sempre più a realizzare prodotti su misura per ogni tipo di potenziale cliente, attraverso una produzione realizzata in base allo studio dei diversi segmenti interessati.

 

Come fare Inbound Marketing?

Dopo aver appurato che l’Inbound Marketing é una strategia più improntata alla persona, la domanda che può sorgere spontanea è: come ci si può orientare alle necessità dell’individuo con più efficacia? In altre parole, come lo si può conoscere meglio il nostro target? Una comunicazione periodica con il cliente può essere il modo giusto per conoscerlo sempre di più, e di captarne eventuali cambiamenti. In questo senso, creare un approccio sempre più umano con contenuti informativi e interessanti agevola l’interazione con chi sta dall’altra parte. 

 

Le quattro fasi dell’Inbound Marketing

Nello specifico, come si può essere efficaci nel creare un dialogo con la persona? Si distinguono in genere 4 fasi dell’Inbound Marketing. Andiamole ad analizzare: 

Attirare: l’utente viene attratto sulla nostra pagina attraverso la creazione da parte nostra di contenuti interessanti. Per essere efficaci in questa fase, occorre fare un utilizzo creativo dei nostri Social Network e, per quanto riguarda il web, avere dei buoni punteggi SEO nelle proprie pagine, cosicché l’utente estraneo abbia una possibilità maggiore di capitare sui nostri canali e diventare visitatore;

Convertire: è necessario, una volta attirato un visitatore sulle nostre pagine, renderlo un vero e proprio contatto. In questo senso, il modo più efficace è offrire contenuti “premium” in cambio del suo contatto tramite Call To Action accattivanti. Così da rendere il visitatore un vero e proprio lead.

Chiudere: dopo aver avuto il contatto, la strada dovrebbe essere in discesa. Sta a noi convincere il lead ad acquistare un nostro prodotto o servizio. Avendoci fornito i suoi dati, l’interesse che nutre nei nostri confronti non dovrebbe mancare!

Soddisfare: ultima, ma non per importanza, è la fase legata al “risultato del risultato”, ovvero far sì che il nostro cliente sia pienamente soddisfatto del proprio acquisto . Pensavate che, dopo aver venduto il nostro prodotto, avessimo completato il nostro lavoro. Ebbene, è importante, come detto nell’articolo precedente (link), non abbandonare il cliente e tenerlo in contatto con noi attraverso mail e newsletter informative periodiche. Chiedendogli, magari, di lasciare recensioni su di noi. Il cliente soddisfatto del nostro servizio si trasformerà così nel nostro fan numero uno e diverrà un nostro prezioso promotore!

 

Vuoi saperne di più? 

Ti interessa approfondire il tema dell’Inbound Marketing? Non esitare a contattare il team di playmarketing!

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La base di una buona strategia aziendale: il posizionamento
16 Aprile 2024|Marketing Basic

La base di una buona strategia aziendale: il posizionamento

La base di una buona strategia aziendale: il posizionamento

Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Gianni Vacca! Oggi parleremo di una fondamentale strategia aziendale sulla quale ogni realtà si trova a dover discutere: il posizionamento. Che cos’è? E perché è così importante? Scopriamolo!

 

Cosa si intende per posizionamento?

Per parlare di posizionamento c’è prima di tutto da aver ben chiaro cosa esso sia. Si parla di posizionamento sottintendendo che sia “di mercato”: esso è infatti la modalità con cui un marchio (o un prodotto specifico) decide di farsi percepire nel ramo di mercato in cui si trova. Quando si entra in un mercato specifico, l’azienda decide come, nelle sue intenzioni, vuole farsi percepire: banalmente, se vuole che il potenziale acquirente lo veda come brand di lusso, per esempio. O se vuole essere percepito come più “cheap”. Idem per il prodotto specifico: se sono un’azienda che produce prodotti X e ne devo far uscire uno nuovo, decido innanzi tutto se voglio creare un prodotto percepito come più “altolocato” o se voglio che appaia “popolare”. Questo, in parole semplici, è il concetto di posizionamento di mercato.

 

Il posizionamento come strategia di riferimento

È dunque evidente come, per un brand, sia strategicamente necessario posizionarsi in una fetta di mercato che gli consenta, per quelle che sono le sue peculiarità, di essere più appetibile agli occhi del potenziale cliente. Nel caso, per esempio, si decidesse di aprire una pizzeria, bisognerebbe come prima cosa decidere se posizionarsi come pizzeria d’asporto, pizzeria classica, pizzeria napoletana o pizzeria gourmet. Chiaramente non sempre è immediato delineare in maniera netta un unico posizionamento, ma facendo percepire al cliente di essere spostati più in una direzione rispetto a un’altra, si attrarrà una clientela che, probabilmente, apprezzerà maggiormente i nostri prodotti. Avere quindi, fin dal giorno di apertura, ben chiare le persone potenzialmente più interessate alla nostra offerta e, di conseguenza, i competitor in quel segmento di mercato è la base necessaria sulla quale costruire le fondamenta di una strategia di marketing.

 

Come posizionarsi al meglio: l’Analisi SWOT

Appurata l’evidente e primaria importanza che il posizionamento riveste in una strategia di marketing, la domanda che sorge spontanea è: come fare a capire quale sia il miglior segmento di mercato a cui il nostro marchio debba rivolgersi? La risposta più efficace a questo interrogativo è una: l’Analisi SWOT. Di che cosa si tratta? SWOT altro non è che l’acronimo di:

  • Strengths (punti di forza)
  • Weaknesses (punti di debolezza)
  • Opportunities (opportunità)
  • Threats (minacce)

L’Analisi SWOT è un metodo schematico, utile a chiunque voglia aprire una start-up, per aver ben chiaro i propri punti di forza, i propri punti di debolezza, le opportunità e le minacce nell’inserirsi in quel mercato. Uno strumento di pianificazione, quindi, utile a prendere una decisione consapevole a 360 gradi. Fornendo una completa Analisi SWOT del proprio brand è chiaramente più facile conoscersi e capire il segmento di mercato ideale in cui immettersi.

 

Per altre informazioni

Sei interessato alla questione del posizionamento marketing e vuoi ulteriori consigli su come posizionarsi al meglio? Il team di playmarketing può aiutarti, non esitare a contattarlo!

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